Come organizzare un Viaggio in Tanzania dalla A alla Z

Data di pubblicazione
04 Aprile 2018

Per organizzare un viaggio in Tanzania servono sette decisioni:

  1. cosa volete vedere;
  2. in che periodo partire;
  3. quanti giorni avete;
  4. quanto volete spendere;
  5. se affidarvi a un tour operator locale o fare da soli;
  6. i documenti di ingresso;
  7. i voli.

Le prime quattro determinano l’itinerario, le altre tre sono pratiche da sbrigare per tempo. Questa guida le affronta nell’ordine giusto, con una risposta onesta alla domanda che molti si fanno: si può fare un safari in Tanzania fai da te? In breve, sì, ma conviene molto meno di quanto si pensi, e per il Kilimangiaro è vietato.

1. Decidete cosa volete vedere

La Tanzania offre quattro esperienze principali, che si possono combinare:

  • Safari nel nord. È il circuito più famoso: Tarangire, lago Manyara, cratere del Ngorongoro e Serengeti, con la Grande Migrazione e i Big Five. Per un primo viaggio è quasi sempre la scelta giusta.
  • Safari nel sud. Il Ruaha e il Nyerere (Selous) sono parchi immensi e poco frequentati, dove si fanno anche safari a piedi e in barca.
  • Il Kilimangiaro. La vetta più alta d’Africa si raggiunge in 6–8 giorni di trekking, senza tecnica alpinistica ma con un buon allenamento.
  • Il mare. Zanzibar, con Stone Town e le spiagge coralline, e le isole meno conosciute di Pemba e Mafia.

A queste si aggiungono gli incontri con le culture locali, come i villaggi masai o gli Hadzabe del lago Eyasi. Le mete più importanti sono raccolte nella nostra guida su cosa vedere in Tanzania.

2. Scegliete il periodo

In Tanzania ci sono due stagioni secche e due stagioni delle piogge:

  • Giugno–ottobre: stagione secca e alta stagione. È ideale per i safari, perché l’erba è bassa e gli animali si concentrano vicino all’acqua. Da luglio a settembre la migrazione attraversa il fiume Mara, nel nord del Serengeti.
  • Novembre–dicembre: arrivano le piogge brevi, di solito con acquazzoni pomeridiani. In questo periodo si viaggia bene e con meno gente.
  • Gennaio–febbraio: è la stagione secca breve. È il periodo delle nascite degli gnu nel Serengeti meridionale, con molti predatori, ed è ottimo anche per il mare.
  • Marzo–maggio: sono i mesi delle piogge lunghe e della bassa stagione. Ci sono prezzi più bassi, paesaggi verdissimi e alcune strade difficili. Molti alloggi a Zanzibar chiudono ad aprile e maggio.

Non esiste un mese migliore in assoluto: dipende da cosa volete vedere. Il calendario completo è nella nostra guida su quando andare in Tanzania, e i movimenti delle mandrie mese per mese nell’articolo sulla Grande Migrazione.

3. Quanti giorni servono: tre itinerari tipo

DurataItinerario tipoPer chi
7–8 giorniArrivo ad Arusha. Poi Tarangire (1 giorno), Serengeti (2–3 notti), cratere del Ngorongoro (1 giorno) e rientroChi ha una settimana e vuole i parchi essenziali
10–12 giorniLo stesso safari più 4–5 giorni di mare a Zanzibar, con un volo interno da ArushaLa combinazione più scelta, ideale anche per un viaggio di nozze
14–16 giorniSafari più trekking sul Kilimangiaro (6–7 giorni), oppure safari nel nord e nel sud più il mareChi ha tempo e vuole un viaggio completo

Un consiglio che vale più di tutti: non mettete troppe tappe in poco tempo. Tra un parco e l’altro si percorrono piste sterrate, e 150 km possono richiedere mezza giornata. Nel Serengeti conviene fermarsi almeno due notti. Esempi concreti di come combinare savana e oceano sono nelle nostre proposte di safari con estensione mare, mentre chi vuole salire in vetta trova un esempio nel trekking sul Kilimangiaro più safari.

4. Definite il budget

La Tanzania non è una meta economica. Le tasse dei parchi sono tra le più alte d’Africa: nel Serengeti l’ingresso supera gli 80 USD a persona al giorno, a cui si aggiunge una tassa per ogni notte passata all’interno. Nel cratere del Ngorongoro si pagano 295 USD per ogni veicolo che scende. Come ordine di grandezza, per un viaggio di 8–10 giorni a persona, voli internazionali esclusi, si spende:

  • safari in campeggio o in lodge semplici: 1.800–2.500 €;
  • safari privato in lodge e campi tendati di categoria media: 3.000–4.500 €;
  • safari di lusso: 6.000 € e oltre.

Il volo dall’Italia costa in genere 700–1.200 €. Il calcolo voce per voce, con un preventivo d’esempio, è nella nostra guida su quanto costa un safari in Tanzania.

5. Fai da te o tour operator?

È la domanda che divide di più. La risposta onesta cambia a seconda di cosa si vuole fare:

CosaFai da te?Note
Zanzibar e mareSì, facilmenteHotel, transfer ed escursioni si prenotano senza problemi in autonomia
Voli internazionaliSìSi prenotano da soli, oppure insieme al pacchetto
Safari nei parchiPossibile, ma sconsigliato al primo viaggioSi può noleggiare un 4×4, ma le tasse dei parchi sono le stesse e mancano l’esperienza della guida e l’assistenza in caso di guasto
KilimangiaroNoPer legge il trekking richiede una guida autorizzata e un operatore con licenza

Safari fai da te: cosa c’è da sapere

Chi organizza da solo deve fare i conti con diversi aspetti:

  • Il veicolo: bisogna noleggiare un fuoristrada adatto, spesso con tenda sul tetto. Costa 150–250 USD al giorno più il carburante, e serve la patente internazionale.
  • Le prenotazioni: campeggi o lodge vanno prenotati in anticipo, e le tasse dei parchi si pagano con carta o con sistema elettronico al cancello.
  • La strada: le piste del Serengeti sono spesso senza segnaletica, e si guida a sinistra.
  • Gli imprevisti: in caso di foratura o guasto, a decine di chilometri dal primo meccanico, ci si arrangia da soli.
  • Gli avvistamenti: sono la differenza principale. Le guide locali comunicano via radio tra loro e sanno leggere tracce e comportamenti degli animali. Senza guida si vedono molti meno animali.

Il risparmio è reale soprattutto nella fascia economica, dove si dorme in campeggio. Rispetto a un safari di gruppo ben organizzato, però, la differenza spesso si riduce a poche centinaia di euro.

Come scegliere il tour operator

Se scegliete di affidarvi a un operatore, fate queste verifiche:

  • Che abbia sede in Tanzania, con guide e veicoli propri.
  • Che le tasse dei parchi siano incluse nel preventivo.
  • Che il veicolo abbia il tetto apribile e un posto al finestrino garantito per tutti.
  • Che la guida parli italiano, se lo desiderate.
  • Che le recensioni siano verificabili.

Noi lavoriamo ad Arusha con guide italofone: potete leggere cosa dicono i viaggiatori nella pagina delle recensioni e scoprire come lavoriamo nella pagina dei nostri safari in Tanzania.

6. Documenti, salute e soldi

  • Passaporto: deve avere almeno sei mesi di validità residua e pagine libere.
  • Visto: costa 50 USD per i cittadini italiani. Si richiede online sul portale ufficiale, ma è ancora possibile ottenerlo all’arrivo.
  • Assicurazione obbligatoria: costa 44 USD a persona ed è richiesta a Zanzibar e, dal 1° ottobre 2026, anche nella Tanzania continentale. Procedure e link ufficiali sono nella guida al visto per Tanzania e Zanzibar.
  • Salute: nessun vaccino è obbligatorio per chi parte dall’Italia. La febbre gialla è richiesta solo se si arriva da un paese a rischio o dopo uno scalo di 12 ore o più in uno di questi paesi. Valutate con il medico la profilassi antimalarica: trovate i dettagli nella nostra pagina su vaccinazioni e profilassi.
  • Soldi: la moneta locale è lo scellino, e dal 2025 gli acquisti locali si pagano in scellini. Le carte funzionano in città e nei lodge. Come gestire contanti, bancomat e mance è spiegato nell’articolo sulla moneta della Tanzania.
  • Sicurezza: i parchi e le zone turistiche sono tranquilli. In città bastano le precauzioni normali. Lo stato attuale è nella pagina la Tanzania è pericolosa?

7. Prenotate il volo

Ci sono tre aeroporti internazionali, e la scelta dipende dall’itinerario:

  • Kilimanjaro (JRO), per i safari nel nord e il trekking;
  • Dar es Salaam (DAR), per il sud;
  • Zanzibar (ZNZ), per il mare.

Dal luglio 2026 c’è un volo diretto settimanale da Milano Malpensa a Kilimanjaro e Zanzibar. Negli altri casi si vola con uno scalo, per 11–16 ore di viaggio. Per l’alta stagione, da luglio a settembre e a Natale, conviene prenotare con 4–6 mesi di anticipo. Scali, compagnie e trasferimenti sono descritti nelle nostre pagine sui voli dall’Italia e sugli aeroporti della Tanzania.

Cosa mettere in valigia

Per il safari servono colori neutri, abiti a strati per le mattine fredde, scarpe comode e una borsa morbida se ci sono voli interni. Per Zanzibar servono abiti leggeri e qualcosa che copra spalle e ginocchia in città. Ricordate che i sacchetti di plastica sono vietati e che i capi mimetici non si possono indossare. La lista completa è nella nostra guida all’abbigliamento da safari.

Il calendario per organizzarsi

  • 6–9 mesi prima: scegliete periodo e itinerario e chiedete i preventivi. Per l’alta stagione o il Kilimangiaro, prenotate safari e voli.
  • 3–4 mesi prima: controllate il passaporto e prenotate la visita in un centro di medicina dei viaggi.
  • 1 mese prima: richiedete visto e assicurazione obbligatoria, e iniziate l’eventuale profilassi.
  • 1 settimana prima: stampate i documenti, avvisate la banca del viaggio e preparate la valigia rispettando i limiti di peso.

Domande frequenti sull’organizzazione di un viaggio in Tanzania

Si può fare un safari in Tanzania fai da te?

Sì, noleggiando un fuoristrada e prenotando campeggi o lodge, ma è sconsigliato al primo viaggio. Le tasse dei parchi restano le stesse, le piste sono difficili e senza una guida esperta si vedono molti meno animali. Per il Kilimangiaro la guida autorizzata è obbligatoria per legge.

Quanti giorni servono per un viaggio in Tanzania?

Per un safari nei parchi del nord bastano 7–8 giorni. Con 10–12 giorni si aggiungono 4–5 giorni di mare a Zanzibar, mentre con 14–16 giorni si può includere anche il trekking sul Kilimangiaro.

Quanto costa organizzare un viaggio in Tanzania?

Per 8–10 giorni di safari si spendono indicativamente da 1.800–2.500 euro a persona in campeggio o lodge semplici a 3.000–4.500 euro con un safari privato di categoria media, voli internazionali esclusi. Il volo dall’Italia costa in genere 700–1.200 euro.

Qual è il periodo migliore per organizzare un viaggio in Tanzania?

Per i safari i periodi migliori sono da giugno a ottobre e da gennaio a febbraio. Da marzo a maggio piove di più ma i prezzi sono più bassi. La scelta dipende anche da dove si trova la Grande Migrazione nel mese del viaggio.

Quali documenti servono per andare in Tanzania?

Servono il passaporto con almeno sei mesi di validità, il visto da 50 USD e l’assicurazione di viaggio obbligatoria da 44 USD, richiesta a Zanzibar e, dal 1° ottobre 2026, anche nella Tanzania continentale.

Con quanto anticipo bisogna prenotare un safari in Tanzania?

Per l’alta stagione, da luglio a settembre e durante le feste, conviene prenotare con 6–9 mesi di anticipo. In bassa stagione bastano spesso 2–3 mesi.

Se dopo aver letto tutto questo preferite che i dettagli li curi qualcun altro, ci pensiamo noi: dal preventivo all’accoglienza in aeroporto, fino all’ultimo giorno di mare. Mandateci le vostre date e le vostre idee, anche solo abbozzate, e vi risponderemo con una proposta concreta. Chi ha budget contenuto può dare un’occhiata alle nostre partenze di gruppo in offerta.

Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari AvventuraGianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari.Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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