La Tanzania è uno dei paesi africani più ricchi di uccelli: vi sono state osservate oltre 1.100 specie, tra cui alcune che non vivono in nessun’altra parte del mondo. Savane, laghi alcalini, foreste di montagna e coste offrono habitat molto diversi a breve distanza tra loro, e durante un normale safari nei parchi del nord non è raro avvistare un centinaio di specie in pochi giorni.
Ecco gli uccelli più caratteristici che si possono incontrare, dove vederli e qualche consiglio per chi vuole dedicare parte del viaggio al birdwatching.
Gli uccelli più caratteristici dei safari
Struzzo (Struthio camelus)
Il più grande uccello vivente, alto fino a oltre due metri, è comune nelle pianure aperte del Serengeti e dell’area di Ngorongoro. In Tanzania vive la sottospecie masai, in cui i maschi nel periodo riproduttivo hanno il collo e le zampe di un rosa acceso. Non vola, ma corre a oltre 60 km/h.
Gru coronata grigia (Balearica regulorum)
Con la sua corona di piume dorate è uno degli uccelli più eleganti d’Africa, ed è l’emblema nazionale dell’Uganda. Si vede in coppie o piccoli gruppi nelle zone umide e nelle praterie, per esempio sul fondo del cratere di Ngorongoro e nel Serengeti. È una specie in pericolo, minacciata dalla perdita delle zone umide. Dà il nome anche a uno dei nostri itinerari di gruppo, il safari gru coronata.
Uccello segretario (Sagittarius serpentarius)
Un rapace unico al mondo: invece di cacciare in volo, cammina a lunghi passi nella savana e uccide serpenti, lucertole e piccoli roditori con colpi rapidissimi delle zampe. Il nome deriva dalle penne nere sulla nuca, che ricordano le penne d’oca che i segretari di un tempo tenevano dietro l’orecchio. Si vede spesso nel Serengeti; è classificato come specie in pericolo.
Aquila pescatrice africana (Haliaeetus vocifer)
Testa e petto bianchi, ali scure e ventre castano: è il rapace dei laghi e dei fiumi africani. Il suo richiamo acuto, lanciato spesso in coppia, è uno dei suoni più tipici dell’Africa. Si osserva al Lago Manyara, lungo i fiumi del Serengeti e del Selous e sulle rive del lago Vittoria.
Ghiandaia marina pettolilla (Coracias caudatus)
Forse l’uccello più fotografato dei safari: petto lilla, ali turchesi e blu elettrico. Si posa in evidenza sui rami secchi e sugli arbusti lungo le piste, ed è comune in quasi tutti i parchi del nord, dal Tarangire al Serengeti.
Otarda kori (Ardeotis kori)
È uno degli uccelli più pesanti in grado di volare: i maschi possono superare i 15 kg. Cammina lentamente nelle praterie aperte del Serengeti e di Ngorongoro, e nel periodo degli amori il maschio gonfia le piume del collo in una parata spettacolare.
Bucorvo cafro (Bucorvus leadbeateri)
Grande, nero, con la pelle del viso e della gola rosso vivo, passa gran parte del tempo a terra, dove cammina in piccoli gruppi famigliari alla ricerca di insetti, rettili e piccoli animali. Il suo richiamo profondo, simile a un tamburo, si sente a chilometri di distanza all’alba. Si vede nel Serengeti e nel Tarangire; la specie è considerata vulnerabile.
Marabù africano (Leptoptilos crumenifer)
Una grande cicogna dall’aspetto inconfondibile, con la testa nuda e una sacca rosata che pende dalla gola. Si nutre spesso di carcasse, accanto agli avvoltoi, ma anche di pesci, rane e piccoli animali. È comune nei parchi, sulle rive dei laghi e anche vicino ai centri abitati.
Avvoltoi
Nel Serengeti è facile vederne decine riuniti intorno a una carcassa: il più comune è il grifone dorsobianco africano (Gyps africanus), insieme all’avvoltoio orecchiuto e all’avvoltoio testabianca. Hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema, ma in tutta l’Africa le loro popolazioni sono crollate a causa di avvelenamenti e bracconaggio: diverse specie sono oggi in pericolo critico.
Storno superbo (Lamprotornis superbus)
Piccolo ma impossibile da non notare: ha le parti superiori di un blu e verde metallico, il ventre arancione e una sottile fascia bianca sul petto. È molto confidente e frequenta spesso i lodge e le aree picnic dei parchi, dove si avvicina ai tavoli in cerca di briciole.
Fenicotteri: il Lago Natron e gli altri laghi della Rift Valley
In Tanzania vivono due specie di fenicotteri: il fenicottero minore (Phoeniconaias minor), più piccolo e di un rosa più intenso, e il fenicottero maggiore (Phoenicopterus roseus), più grande e più chiaro. Il fenicottero minore si nutre quasi esclusivamente di alghe microscopiche che filtra con il becco nelle acque alcaline dei laghi della Rift Valley.
Il Lago Natron è il principale sito di nidificazione al mondo del fenicottero minore: le sue acque caustiche tengono lontani quasi tutti i predatori, e ogni anno vi si radunano centinaia di migliaia di coppie, con il periodo migliore per osservarle indicativamente da agosto a ottobre. Grandi stormi si vedono anche al Lago Manyara, sul lago Magadi nel cratere di Ngorongoro e al Lago Empakaai. Il fenicottero minore è classificato come quasi minacciato, proprio perché dipende da pochissimi siti di nidificazione.
Gli uccelli endemici: si vedono solo in Tanzania
Alcune specie vivono soltanto in Tanzania, e sono il motivo per cui molti birdwatcher scelgono questo paese:
- Inseparabile di Fischer (Agapornis fischeri): un piccolo pappagallo verde con la testa arancione, comune nel Serengeti e intorno al lago Vittoria.
- Inseparabile mascherato (Agapornis personatus): testa nera, collare giallo e anello bianco intorno all’occhio; si osserva facilmente al Tarangire e al Lago Manyara.
- Francolino pettogrigio (Pternistis rufopictus): vive solo nel Serengeti e nelle zone vicine, dove si vede spesso lungo le piste.
- Tessitore codarossiccia (Histurgops ruficauda) e storno cinereo (Lamprotornis unicolor): due specie delle savane del nord, comuni nel Serengeti e al Tarangire.
- Le specie delle foreste montane, come quelle dei monti Usambara e Udzungwa, che ospitano uccelli rarissimi scoperti in alcuni casi solo negli ultimi decenni.
Dove fare birdwatching in Tanzania
| Luogo | Cosa si vede |
|---|---|
| Lago Manyara | Oltre 380 specie in un’area piccola: fenicotteri, pellicani, cicogne, aquile pescatrici, buceri nella foresta |
| Tarangire | Oltre 500 specie, inseparabili mascherati, ghiandaie marine, bucorvi |
| Serengeti | Struzzi, otarde, uccelli segretario, rapaci e avvoltoi, endemici come l’inseparabile di Fischer |
| Cratere di Ngorongoro | Gru coronate, fenicotteri sul lago Magadi, otarde kori |
| Parco di Arusha | Uccelli acquatici sui laghi Momella, turaco e specie di foresta |
| Lago Natron | La più grande colonia di fenicotteri minori |
| Selous e Ruaha | Specie dell’Africa meridionale e orientale, uccelli fluviali, safari in barca nel Selous |
Quando andare per il birdwatching
Il periodo migliore per gli uccelli va da novembre ad aprile, durante le piogge: arrivano gli uccelli migratori dall’Europa e dall’Asia, molte specie locali sono in abito nuziale e nidificano, e le zone umide si riempiono. In quei mesi un buon osservatore può superare facilmente le 200 specie in un safari di una settimana.
La stagione secca, da giugno a ottobre, resta comunque ottima, soprattutto per i grandi uccelli della savana e per i fenicotteri del Natron. Il calendario completo è nella guida su quando andare in Tanzania.
Consigli per il birdwatching in safari
- Un buon binocolo personale: nei nostri fuoristrada ne trovi uno a disposizione, ma per gli uccelli conviene averne uno proprio, con ingrandimento 8× o 10×.
- Un teleobiettivo: per fotografare gli uccelli serve almeno un 300 mm, meglio un 400–600 mm. Ne parliamo nella guida alla macchina fotografica per il safari.
- Le prime ore del mattino: all’alba gli uccelli sono più attivi e la luce è la migliore per le foto.
- Una guida da campo sugli uccelli dell’Africa orientale, o un’app con i richiami, per riconoscere le specie.
- Dirlo prima della partenza: se il birdwatching è una tua passione, avvisaci. Possiamo assegnarti una guida esperta di uccelli e organizzare le giornate con più soste nei punti giusti, anche in un safari privato.
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