No, la Tanzania non è un paese pericoloso per chi viaggia in modo organizzato: ogni anno ospita centinaia di migliaia di visitatori, e i safari nei parchi nazionali e le vacanze a Zanzibar si svolgono nella stragrande maggioranza dei casi senza alcun problema. Come in ogni paese, però, ci sono rischi concreti da conoscere: furti e rapine nelle città e sulle spiagge turistiche, una situazione politica che dopo le elezioni del 2025 ha visto proteste, poche zone di confine da evitare, la malaria e alcune regole locali da rispettare.
In questa guida li vediamo uno per uno, con i consigli pratici per evitarli. Prima di partire controlla sempre la scheda aggiornata sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.
In breve
- Safari e parchi: rischio molto basso, se si viaggia con un operatore autorizzato e si seguono le indicazioni della guida.
- Città e spiagge: il rischio principale sono furti, scippi e rapine, soprattutto a Dar es Salaam, Arusha e Zanzibar.
- Zone da evitare: la regione di Mtwara e il confine con il Mozambico; massima prudenza anche al confine con il Burundi.
- Situazione politica: dopo le proteste seguite alle elezioni di ottobre 2025 oggi non si segnalano criticità particolari, ma conviene evitare manifestazioni e assembramenti.
- Salute: la malaria è il rischio principale; le vaccinazioni si valutano con il medico.
- Assicurazione: è obbligatoria per entrare sia a Zanzibar sia, dal 1° ottobre 2026, nella Tanzania continentale.
Situazione attuale: cosa è cambiato dopo le elezioni del 2025
Le elezioni generali del 29 ottobre 2025 sono state seguite da proteste in diverse città della Tanzania continentale, con scontri, vittime e quasi una settimana di interruzione di internet. Ci sono stati disagi anche a voli, banche e rifornimenti di carburante. Oggi la Farnesina non segnala criticità particolari per l’ordine pubblico, ma raccomanda cautela: le manifestazioni possono nascere senza preavviso, e i controlli sui cittadini stranieri sono stati intensificati.
Alcune regole di prudenza:
- stare lontani da manifestazioni, cortei e assembramenti, e allontanarsi subito se ne nascono nelle vicinanze;
- portare sempre con sé una copia del passaporto e del visto, e collaborare in caso di controlli;
- non fotografare né filmare proteste e forze dell’ordine, e non diffondere sui social immagini delle manifestazioni: è considerato reato;
- salvare offline i numeri utili (hotel, operatore, ambasciata), nel caso in cui internet venga limitato;
- prima di uno spostamento, verificare che aeroporti, porti e strade siano operativi: se viaggi con noi, lo facciamo noi per te.
Criminalità: dove serve più attenzione
Il problema più comune per i turisti è la microcriminalità: borseggi, scippi (spesso da moto o da auto in corsa) e furti negli alloggi. Sono segnalate anche rapine, a volte con armi, soprattutto nei luoghi frequentati da stranieri. A Dar es Salaam si sono verificati casi di “rapimento lampo”: la vittima, di solito dopo aver accettato un passaggio o un taxi non autorizzato, viene costretta a prelevare contanti al bancomat o a fare pagamenti immediati.
Come ridurre i rischi
- usare solo taxi prenotati dall’hotel, dal proprio operatore o con app come Uber e Bolt, soprattutto la sera; mai passaggi offerti da sconosciuti;
- non camminare da soli di notte, nemmeno sulla spiaggia, e non girare con gioielli, macchine fotografiche costose o molti contanti in vista;
- portare la borsa dal lato opposto alla strada e tenere chiuse portiere e finestrini dell’auto in città;
- lasciare passaporto e documenti originali nella cassaforte dell’hotel e tenere con sé una copia, anche digitale;
- dividere contanti e carte in posti diversi;
- non lasciare mai il bicchiere incustodito nei locali;
- non accettare offerte dai venditori ambulanti in spiaggia (“beach boys”): a volte propongono droga, e il turista rischia l’arresto;
- in caso di rapina, non opporre resistenza: nessun oggetto vale il rischio.
Durante un safari organizzato questi rischi sono molto più bassi: gli spostamenti avvengono in fuoristrada con la guida, e nei lodge e nei campi dei parchi la sicurezza è curata dal personale.
Zone sicure e zone da evitare
Le aree turistiche, cioè i parchi del nord, il Kilimanjaro, Zanzibar e i principali parchi del sud, non sono interessate da avvertenze particolari. Le attenzioni da avere cambiano però da zona a zona.
Dar es Salaam
Dar es Salaam è la città più grande del paese e quella dove serve più attenzione. Le zone più esposte a scippi e aggressioni sono, per paradosso, i quartieri benestanti frequentati dagli stranieri: Masaki, la penisola di Msasani e Oyster Bay, compresa Coco Beach e il lungomare di Toure Drive. Meglio evitare, quando possibile, il mercato di Kariakoo, molto affollato, e non girare a piedi in centro dopo il tramonto. La maggior parte dei viaggiatori in safari passa da Dar es Salaam solo per uno scalo: in quel caso basta un transfer organizzato tra aeroporto e hotel. Tutti i dettagli sono nella nostra guida a Dar es Salaam.
Zanzibar e Stone Town
Zanzibar è in generale sicura, ma non è esente da rischi. A Stone Town e sulle spiagge più turistiche, come Nungwi, Kendwa e Paje, sono segnalati furti e qualche rapina, soprattutto la sera e sulle spiagge isolate. Valgono le stesse regole della terraferma: niente passeggiate da soli di notte, niente oggetti di valore in vista, taxi prenotati dall’hotel. Tre cose sono specifiche dell’isola:
- è a maggioranza musulmana: fuori dalle spiagge e dai resort, e soprattutto a Stone Town, servono abiti che coprano spalle e ginocchia;
- tra il partito di governo e l’opposizione c’è una contrapposizione storica: in caso di manifestazioni politiche, meglio tenersi alla larga;
- all’ingresso è obbligatoria un’assicurazione locale da 44 dollari (ne parliamo nella sezione Salute).
Per visitarla con calma leggi anche la nostra guida a Stone Town.
Parchi del nord, Kilimanjaro e parchi del sud
Serengeti, Ngorongoro, Tarangire, il lago Manyara, il Kilimanjaro e i parchi del sud come Ruaha e Nyerere sono le zone più tranquille del paese: si visitano con guide autorizzate, e i rischi sono quelli legati agli animali e alla strada, di cui parliamo più avanti. Ad Arusha, la città da cui partono i safari del nord, valgono invece le normali precauzioni contro la microcriminalità.
Confini con il Mozambico e il Burundi
La Farnesina sconsiglia i viaggi non essenziali nella regione di Mtwara e nelle zone di confine con il Mozambico, di fronte alla provincia di Cabo Delgado, per il rischio di attacchi di gruppi armati jihadisti: nel 2020 un attacco ha colpito anche un villaggio tanzaniano. Massima prudenza anche al confine con il Burundi, dove sono segnalate bande armate. Sono zone lontane da tutti i normali itinerari turistici. Nel resto del paese il rischio di attentati è considerato basso ma, come in molti altri paesi, non escludibile.
Leggi e usanze: cosa non si può portare e cosa non fare
- Sacchetti di plastica: dal 1° giugno 2019 in Tanzania sono vietati produzione, uso e importazione dei sacchetti di plastica, con multe che possono essere salate. I viaggiatori possono doverli consegnare all’arrivo. Sono ammesse le bustine trasparenti per i liquidi dei controlli aeroportuali: meglio sistemare tutto in borse di tela o nello zaino.
- Droni: per far volare un drone servono permessi delle autorità tanzaniane, e nei parchi nazionali l’uso è di norma vietato. Senza permesso, lascialo a casa.
- Fotografie: è vietato fotografare edifici governativi e militari, aeroporti, ponti e forze dell’ordine. Prima di fotografare le persone, in particolare le comunità masai, è buona norma chiedere il permesso.
- Abbigliamento a Zanzibar: fuori da spiagge e resort servono abiti che coprano spalle e ginocchia, soprattutto a Stone Town.
- Droghe: il traffico di qualsiasi droga, anche leggera, è punito molto duramente, e i controlli in hotel e negli aeroporti sono frequenti.
- Lavoro e volontariato: con il visto turistico è vietata qualsiasi attività lavorativa, anche volontaria. Arresti e multe non sono rari.
- Omosessualità: i rapporti tra persone dello stesso sesso sono reato in Tanzania, compresa Zanzibar, con pene molto pesanti. Si raccomanda un comportamento molto riservato.
- Ramadan: durante il mese di digiuno, a Zanzibar e sulla costa è rispettoso non mangiare, bere o fumare in pubblico fuori da hotel e ristoranti.
Salute: malaria, acqua e assicurazione
Il rischio sanitario principale è la malaria, presente in gran parte del paese sotto i 1.800 metri di quota circa, soprattutto vicino alla costa. A Zanzibar l’incidenza è bassa ma non nulla. La profilassi antimalarica si decide con il medico; in ogni caso servono le misure contro le punture di zanzara: repellente, abiti lunghi la sera, zanzariera. Le zanzare trasmettono anche la dengue, presente anche a Zanzibar, contro cui l’unica difesa è evitare le punture.
Per chi arriva dall’Italia non ci sono vaccini obbligatori: quello contro la febbre gialla serve solo se si arriva da un paese a rischio, compreso uno scalo di oltre 12 ore. Tutti i dettagli, con le vaccinazioni consigliate, sono nella nostra guida a vaccini e malaria per Tanzania e Zanzibar.
Altri accorgimenti utili:
- bere solo acqua in bottiglia sigillata, evitare il ghiaccio e preferire cibi cotti;
- non fare il bagno in laghi e fiumi: in molte zone è presente la schistosomiasi, un’infezione parassitaria che si contrae a contatto con l’acqua dolce;
- chi sale sul Kilimanjaro deve considerare il mal di montagna e scegliere un itinerario con giorni sufficienti per l’acclimatamento.
Fuori dalle grandi città le strutture sanitarie sono limitate. Per entrare nel paese è obbligatoria un’assicurazione locale: dal 1° ottobre 2024 a Zanzibar (Zanzibar Insurance Corporation) e dal 1° ottobre 2026 nella Tanzania continentale (National Insurance Corporation). Costa 44 dollari a persona e vale fino a 92 giorni, ma copre solo le emergenze: resta indispensabile un’assicurazione privata con spese mediche ed evacuazione. Nei nostri viaggi è inclusa la copertura AMREF Flying Doctors per l’evacuazione sanitaria aerea durante il safari.
Animali selvatici: le regole del safari
Gli incidenti con gli animali durante i safari organizzati sono molto rari, perché le regole sono chiare e le guide le conoscono bene:
- restare sempre all’interno del fuoristrada durante gli avvistamenti, scendendo solo nelle aree autorizzate;
- non sporgersi, non fare rumore e non dare mai cibo agli animali;
- nei campi tendati e nei lodge senza recinzione, di notte farsi accompagnare dal personale per gli spostamenti;
- non avvicinarsi a ippopotami e coccodrilli lungo le rive di fiumi e laghi;
- seguire sempre le indicazioni della guida e dei ranger.
Il vero fastidio del safari, più dei grandi animali, sono le zanzare e la mosca tse-tse. La tse-tse è attratta dai colori scuri, in particolare blu e nero: conviene vestirsi con colori neutri come beige, kaki e verde.
Strade e trasporti
Gli incidenti stradali sono uno dei rischi più sottovalutati. Gli autobus locali, i minibus (daladala) e le moto-taxi (boda boda) hanno un pessimo record di sicurezza, e guidare fuori dalle città di notte è sconsigliato. Durante un safari ci si sposta in fuoristrada con un autista-guida professionista, che è anche la soluzione più sicura. Per raggiungere Zanzibar conviene il volo o i traghetti veloci delle compagnie principali, evitando imbarcazioni sovraccariche.
Domande frequenti
È sicuro fare un safari in Tanzania?
Sì. Nei parchi nazionali, con un operatore autorizzato e una guida esperta, il rischio per i viaggiatori è molto basso. È importante scegliere operatori con licenza, restare nel veicolo durante gli avvistamenti e seguire sempre le indicazioni della guida.
Zanzibar è pericolosa?
No, in generale è sicura, ma a Stone Town e sulle spiagge più turistiche sono segnalati furti e rapine, soprattutto la sera. Conviene non camminare da soli di notte, non lasciare oggetti incustoditi, rispettare le regole di abbigliamento fuori dalle spiagge e acquistare l’assicurazione obbligatoria prima di partire.
Dar es Salaam è pericolosa?
È la città dove serve più attenzione: nei quartieri frequentati dagli stranieri, come Masaki, Msasani e Oyster Bay, sono segnalati scippi e rapine. Con un transfer organizzato, taxi prenotati e senza girare a piedi la sera, il rischio si riduce molto.
Ci sono zone della Tanzania da evitare?
La Farnesina sconsiglia la regione di Mtwara e il confine con il Mozambico, e raccomanda massima prudenza al confine con il Burundi. Le aree turistiche, cioè i parchi del nord, il Kilimanjaro, Zanzibar e i principali parchi del sud, non sono interessate da queste avvertenze.
Una donna può viaggiare da sola in Tanzania?
Sì, con alcune attenzioni in più: sono segnalati casi di molestie verso donne sole. Conviene vestirsi in modo sobrio fuori dalle spiagge, evitare di girare da sole la sera e affidarsi a un operatore per spostamenti ed escursioni.
In conclusione
La Tanzania non è più pericolosa di molte altre mete lontane: i rischi esistono, ma si concentrano in città, di sera e in poche zone di confine lontane dai percorsi turistici. Con un operatore locale, un’assicurazione adeguata e qualche regola di buon senso, un safari o una vacanza a Zanzibar si vivono in tranquillità.
Hai altre domande sulla sicurezza del tuo viaggio? Scrivici: viviamo e lavoriamo in Tanzania e ti diamo indicazioni aggiornate sulla situazione. Se stai pensando anche al mare, guarda i nostri viaggi in Tanzania e Zanzibar.
