Quali sono le religioni principali in Tanzania?

Data di pubblicazione
24 Marzo 2024

La Tanzania è uno dei paesi africani in cui cristianesimo e islam convivono in modo più equilibrato. Secondo le stime più citate, del Pew Research Center, circa sei abitanti su dieci sono cristiani e circa un terzo musulmani, mentre una piccola parte segue le religioni tradizionali africane o altre fedi. Sono però solo stime: dal 1967 il censimento nazionale non chiede più la religione, proprio per evitare che diventasse un tema di divisione politica.

Lo stato è laico e la Costituzione garantisce la libertà di culto. Per chi viaggia, conoscere questo equilibrio aiuta a capire meglio il paese e a comportarsi nel modo giusto, soprattutto sulla costa e a Zanzibar.

Le religioni in numeri

ReligioneQuota stimata della popolazioneDove è più diffusa
Cristianesimocirca 60%Entroterra, nord e altipiani (per esempio la regione del Kilimanjaro), sud-ovest
Islamcirca 35%Zanzibar, costa dell’Oceano Indiano, alcune città dell’entroterra
Religioni tradizionalipochi punti percentualiComunità rurali; molte credenze tradizionali sopravvivono anche tra cristiani e musulmani
Altre fedimeno dell’1%Induismo, buddismo, fede bahá’í, soprattutto nelle città

Il cristianesimo

Il cristianesimo arrivò in Tanzania soprattutto con le missioni dell’Ottocento, cattoliche e protestanti, che fondarono scuole e ospedali ancora oggi attivi in molte regioni. La Chiesa cattolica è la confessione cristiana più numerosa; tra i protestanti sono diffusi soprattutto i luterani, particolarmente forti nella regione del Kilimanjaro, gli anglicani, i moravi e un numero crescente di chiese pentecostali ed evangeliche. Sono presenti anche avventisti e altre comunità minori.

Per un viaggiatore, assistere a una messa domenicale è un’esperienza da non sottovalutare: le celebrazioni sono lunghe e partecipate, con cori e canti in swahili che restano tra i ricordi più vivi del viaggio. A Stone Town la cattedrale anglicana sorge sul luogo dell’ultimo mercato degli schiavi; a Dar es Salaam le cattedrali di San Giuseppe e la chiesa luterana di Azania Front si affacciano sul porto.

L’islam

L’islam arrivò sulla costa dell’Africa orientale molto prima del cristianesimo, già nei primi secoli dopo la sua nascita, attraverso i mercanti dell’Oceano Indiano, e contribuì a formare la cultura e la lingua swahili. Oggi la maggioranza dei musulmani tanzaniani è sunnita; ci sono poi comunità sciite, tra cui gli ismailiti guidati dall’Aga Khan, molto attivi nell’istruzione e nella sanità, comunità ahmadiyya e una piccola presenza ibadita, legata alla storia del sultanato dell’Oman.

Zanzibar è quasi interamente musulmana. L’arcipelago ha un proprio sistema di tribunali islamici, i tribunali del kadhi, che si occupano di diritto di famiglia ed eredità per i musulmani. Sulla costa e a Zanzibar il richiamo alla preghiera scandisce la giornata, e molti aspetti della vita quotidiana, dall’abbigliamento agli orari dei negozi, seguono il calendario religioso.

Le religioni tradizionali

Solo una piccola parte della popolazione si dichiara seguace esclusiva delle religioni tradizionali africane, ma credenze e pratiche tradizionali restano diffuse anche tra molti cristiani e musulmani. Sono religioni molto diverse da un gruppo all’altro, che hanno in comune la fede in un dio creatore, il rispetto per gli spiriti degli antenati e il ruolo dei guaritori tradizionali, i waganga, a cui ci si rivolge per malattie e problemi della vita. Molte famiglie danno ai figli, accanto al nome cristiano o musulmano, il nome di un antenato.

Tra i Masai, per esempio, il dio Enkai è legato al cielo e alla pioggia, e i leader spirituali, i laibon, hanno un ruolo importante nelle decisioni della comunità. Gli Hadzabe del Lago Eyasi hanno una spiritualità propria, legata alla natura e ai racconti degli antenati. Chi è interessato a questi incontri trova nel nostro safari “Incontri d’Africa” un itinerario che alterna i parchi a visite ai villaggi.

Le altre comunità

Nelle città e sulla costa vivono anche comunità di origine indiana di religione induista, con templi frequentati soprattutto a Dar es Salaam e a Zanzibar, piccole comunità buddiste, bahá’í e sikh. In passato a Zanzibar era presente anche una comunità parsi, zoroastriana: a essa apparteneva la famiglia di Freddie Mercury, nato a Stone Town nel 1946.

Una convivenza in genere pacifica

La convivenza tra le religioni è uno dei tratti più apprezzati della Tanzania. Non è raro che nella stessa famiglia ci siano cristiani e musulmani, e le principali feste di entrambe le religioni sono festività nazionali. Molti la attribuiscono anche alle scelte di Julius Nyerere dopo l’indipendenza: uno stato laico, lo swahili come lingua comune e una politica attenta a non dividere il paese per gruppi etnici o religiosi. Il contesto è raccontato nella nostra pagina sulla storia del paese, e il ruolo della lingua nella guida allo swahili.

Non sono mancati momenti di tensione, soprattutto a Zanzibar, legati anche alla politica, ma restano episodi limitati rispetto alla situazione di altri paesi della regione. Le organizzazioni religiose devono registrarsi presso il Ministero degli Affari Interni, che ne controlla le attività.

Consigli per chi viaggia

  • Abbigliamento: a Zanzibar e sulla costa, fuori dalle spiagge e dai resort, è richiesto un abbigliamento che copra spalle e ginocchia. Le autorità di Zanzibar possono multare chi non lo rispetta.
  • Moschee: molte moschee non sono aperte ai non musulmani. Dove è possibile entrare, bisogna togliersi le scarpe, vestirsi in modo coperto e, per le donne, coprirsi i capelli; meglio chiedere sempre prima.
  • Chiese: le messe sono aperte a tutti. Un abbigliamento sobrio è apprezzato, e un piccolo contributo alla colletta è un gesto gradito.
  • Ramadan: durante il mese di digiuno, a Zanzibar e sulla costa è rispettoso non mangiare, bere o fumare in pubblico durante il giorno. Hotel e ristoranti per turisti restano aperti, ma alcuni locali cambiano orari, e la sera le strade si animano per la rottura del digiuno.
  • Fotografie: chiedere sempre il permesso prima di fotografare le persone, in particolare durante le cerimonie religiose e all’esterno delle moschee.
  • Feste nazionali: tra le festività ufficiali ci sono il Natale, il Venerdì Santo e il Lunedì dell’Angelo, la fine del Ramadan (Eid al-Fitr) e la festa del sacrificio (Eid al-Adha). Le date delle feste islamiche cambiano ogni anno.

Altre indicazioni utili su usanze, leggi e comportamenti sono raccolte nella guida alla sicurezza in Tanzania.

Ti piacerebbe che il viaggio non fosse solo savana, ma anche incontro con le persone e le loro tradizioni? Raccontaci cosa ti incuriosisce di più e chiedi un itinerario su misura: possiamo affiancare ai parchi le visite ai villaggi, una domenica nella chiesa di un villaggio del Kilimanjaro o una sera tra i vicoli di Stone Town durante il Ramadan.

Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari AvventuraGianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari.Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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