Per entrare in Tanzania arrivando direttamente dall’Italia non serve nessuna vaccinazione obbligatoria. L’unico vaccino che può essere richiesto alla frontiera è quello contro la febbre gialla, e solo per chi arriva da un paese a rischio o vi ha fatto uno scalo di almeno 12 ore: un dettaglio importante, perché alcune delle rotte più usate per raggiungere la Tanzania passano proprio da questi paesi.
Ci sono poi diverse vaccinazioni consigliate, la prevenzione della malaria e, per chi va a Zanzibar, un’assicurazione sanitaria obbligatoria.
In breve
- Obbligatorio: nessun vaccino se si arriva dall’Italia o da un paese senza rischio di febbre gialla
- Febbre gialla: obbligatoria se si arriva da un paese a rischio o vi si fa uno scalo di 12 ore o più (per esempio Kenya o Etiopia)
- Consigliati: epatite A, tifo, epatite B, antitetanica aggiornata; rabbia e altri vaccini in base all’itinerario
- Malaria: presente in gran parte del paese; la profilassi va valutata con il medico
- Zanzibar: assicurazione sanitaria obbligatoria, circa 44 USD a persona
Febbre gialla: quando è obbligatoria
Secondo le regole del Ministero della Salute tanzaniano, il certificato internazionale di vaccinazione contro la febbre gialla va mostrato all’arrivo da chi:
- proviene da un paese a rischio di trasmissione della malattia;
- ha fatto uno scalo di 12 ore o più in un paese a rischio.
Tra i paesi a rischio ci sono anche il Kenya e l’Etiopia. Chi vola con scalo ad Addis Abeba o a Nairobi, quindi, deve controllare la durata della sosta: con una coincidenza breve il vaccino non serve, con una sosta di 12 ore o più sì. Lo stesso vale per chi combina la Tanzania con un safari in Kenya o in Uganda prima di arrivare.
Alcuni dettagli pratici:
- il vaccino va fatto almeno 10 giorni prima dell’ingresso nel paese, ed è valido per tutta la vita;
- sono esenti i bambini sotto un anno e le persone sopra i 60 anni; chi non può vaccinarsi per motivi medici deve avere un certificato di esenzione;
- chi arriva senza certificato quando è richiesto può essere respinto, oppure vaccinato in aeroporto a pagamento e tenuto sotto osservazione sanitaria.
Se l’itinerario prevede l’Uganda, ricordiamo che lì la vaccinazione contro la febbre gialla è richiesta in ogni caso: chi abbina un safari in Uganda deve vaccinarsi comunque.
Le vaccinazioni consigliate
Nessuna di queste è richiesta per entrare nel paese. Sono le vaccinazioni che i centri di medicina dei viaggi raccomandano più spesso per la Tanzania; quali fare dipende dall’itinerario, dalla durata del viaggio e dallo stato di salute di ciascuno.
| Vaccinazione | Come si trasmette la malattia | Per chi |
|---|---|---|
| Epatite A | Cibo e acqua contaminati | Consigliata a quasi tutti i viaggiatori |
| Febbre tifoide | Cibo e acqua contaminati | Consigliata soprattutto per chi mangia fuori dai circuiti turistici o visita zone rurali |
| Epatite B | Sangue e fluidi corporei | Per chi non è già vaccinato (in Italia è obbligatoria dal 1991 per i nuovi nati), viaggi lunghi o possibili cure mediche sul posto |
| Tetano, difterite, pertosse | Ferite (tetano), via aerea | Richiamo da verificare: va fatto ogni 10 anni |
| Rabbia | Morso o graffio di animali | Per soggiorni lunghi, trekking in zone remote, lavoro con animali o bambini piccoli |
| Colera | Acqua e cibo contaminati | Solo in casi particolari, per esempio durante focolai o per chi lavora in contesti a rischio |
Il consiglio pratico è prenotare la visita al centro di medicina dei viaggi almeno 4–6 settimane prima della partenza: alcuni vaccini richiedono più dosi e qualche giorno per diventare efficaci.
Malaria e altre malattie trasmesse dalle zanzare
La malaria è presente tutto l’anno in gran parte della Tanzania, compresi i parchi del nord, la costa e Zanzibar. Il rischio è molto basso solo in quota, sopra i 1.800 metri circa, come sul bordo del cratere di Ngorongoro o sul Kilimanjaro. La profilassi farmacologica va decisa con il medico, che sceglierà il farmaco più adatto in base all’itinerario e alla salute del viaggiatore.
Le zanzare trasmettono anche la dengue, per cui non esiste una profilassi farmacologica: l’unica difesa è evitare le punture. In pratica:
- usare un repellente efficace sulla pelle scoperta, soprattutto dal tramonto all’alba;
- indossare la sera maniche e pantaloni lunghi, di colori chiari;
- dormire sotto la zanzariera, che nei lodge e nei campi tendati è quasi sempre presente.
Nella stagione secca, da giugno a ottobre, le zanzare sono decisamente meno numerose: è un motivo in più per scegliere bene il periodo, come spieghiamo nella guida su quando andare in Tanzania. Attenzione anche alla mosca tse-tse, presente in alcune zone come il Tarangire: punge ma in queste aree non trasmette malattie ai viaggiatori; è attratta dai colori scuri, in particolare il blu e il nero.
Zanzibar: assicurazione sanitaria obbligatoria
Chi entra nell’arcipelago di Zanzibar deve avere un’assicurazione sanitaria obbligatoria emessa dalle autorità locali, indipendentemente da altre polizze già sottoscritte. Costa circa 44 USD a persona, vale 92 giorni e si acquista online prima della partenza. Non riguarda la Tanzania continentale. Tutti i dettagli sono nella nostra guida al visto per Tanzania e Zanzibar; se il tuo viaggio prevede il mare, trovi i pacchetti nella pagina Tanzania e Zanzibar.
Altri consigli per la salute in viaggio
- Acqua e cibo: bere solo acqua in bottiglia sigillata o filtrata, evitare il ghiaccio di provenienza incerta, preferire cibi cotti e frutta da sbucciare. Nei lodge e nei campi dei safari le condizioni igieniche sono in genere buone.
- Sole e caldo: crema ad alta protezione, cappello e molta acqua, soprattutto durante le lunghe giornate in fuoristrada.
- Mal di montagna: chi sale sul Kilimanjaro deve scegliere un itinerario con giorni sufficienti per l’acclimatamento e parlarne con il medico prima di partire.
- Farmaci da viaggio: portare i propri farmaci abituali nel bagaglio a mano, con la prescrizione, più un piccolo kit con antipiretico, antidiarroico, disinfettante e cerotti.
- Assicurazione di viaggio: è indispensabile una polizza con spese mediche e rimpatrio. Nei nostri viaggi è inclusa la copertura AMREF Flying Doctors per l’evacuazione sanitaria aerea durante il safari, che però non sostituisce un’assicurazione completa: ne parliamo nella guida a quanto costa un safari in Tanzania.
Prima della partenza è sempre utile controllare le indicazioni sanitarie aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. Per un quadro generale sulla sicurezza nel paese, c’è la nostra guida la Tanzania è pericolosa?.
Domande frequenti
Servono vaccinazioni obbligatorie per andare in Tanzania dall’Italia?
No. Chi arriva direttamente dall’Italia, o da un paese senza rischio di febbre gialla, non ha vaccinazioni obbligatorie. Il certificato contro la febbre gialla serve solo a chi arriva da un paese a rischio o vi ha fatto uno scalo di 12 ore o più.
Se faccio scalo ad Addis Abeba o a Nairobi serve il vaccino contro la febbre gialla?
Dipende dalla durata della sosta. Etiopia e Kenya sono considerati paesi a rischio: con uno scalo di 12 ore o più serve il certificato di vaccinazione, con una coincidenza più breve no.
Quali vaccini sono consigliati per un safari in Tanzania?
I più consigliati sono epatite A e febbre tifoide, oltre all’antitetanica aggiornata e all’epatite B per chi non è già vaccinato. La rabbia e altri vaccini si valutano in base all’itinerario. La scelta va fatta con un centro di medicina dei viaggi.
Bisogna fare la profilassi antimalarica?
La malaria è presente in gran parte del paese, compresi i parchi del nord e Zanzibar, per cui la profilassi è spesso consigliata. La decisione va presa con il medico, insieme alle misure contro le punture di zanzara: repellente, abiti lunghi la sera e zanzariera.
Per Zanzibar serve un’assicurazione obbligatoria?
Sì. Per entrare a Zanzibar serve un’assicurazione sanitaria emessa dalle autorità locali, che costa circa 44 USD a persona e vale 92 giorni. Non è richiesta per la Tanzania continentale.
Hai dubbi su come organizzare il viaggio in base alle tue esigenze? Scrivici: ti aiutiamo a scegliere periodo e itinerario.
