La moneta della Tanzania è lo scellino tanzaniano (codice TZS, in swahili shilingi), valido anche a Zanzibar. Dal maggio 2025 la Banca della Tanzania impone che negozi, ristoranti, taxi e servizi locali indichino i prezzi e incassino in scellini: euro e dollari non sono più una moneta di pagamento corrente. Restano utili per tre cose: il cambio, le mance e il saldo con il tour operator, l’unico soggetto che può ancora fatturare in valuta estera ai turisti internazionali.
In breve
- Valuta: scellino tanzaniano (TZS), simbolo TSh. Si scrive anche 1.000/=.
- Cambio: 1 € ≈ 2.950 TZS (ottobre 2026).
- Banconote in uso: 1.000, 2.000, 5.000 e 10.000 scellini.
- Monete: 50, 100, 200 e 500 scellini.
- Euro e dollari: si cambiano in banca o in un ufficio di cambio autorizzato. I dollari devono essere stampati dal 2009 in poi e integri.
- Carte: Visa e Mastercard funzionano in città, nei lodge e negli hotel, di solito con una commissione del 3–5%.
- Bancomat: diffusi a Dar es Salaam, Arusha, Moshi e Stone Town. Quasi assenti nei parchi e nei villaggi.
Che moneta si usa in Tanzania
Lo scellino tanzaniano è l’unica moneta a corso legale in tutto il paese, cioè sia nella Tanzania continentale sia nell’arcipelago di Zanzibar. Si divide in 100 senti (centesimi), ma i centesimi non circolano più da decenni: oggi la moneta più piccola vale 50 scellini.
Per anni il dollaro statunitense è stato la seconda moneta del turismo. Lodge, campi tendati, agenzie e perfino alcuni negozi di souvenir esponevano i prezzi in dollari. Il 2 maggio 2025 la Banca della Tanzania (Bank of Tanzania) ha chiuso questa prassi. In base alle nuove regole, nelle transazioni interne è vietato:
- indicare i prezzi in valuta estera;
- pretendere o accettare pagamenti in valuta estera;
- rifiutare un pagamento in scellini.
Un chiarimento successivo, del 14 maggio 2025, ha introdotto un’eccezione per i tour operator, che possono fatturare e incassare in valuta estera dai turisti internazionali. Accettano valuta estera anche i negozi duty free.
In pratica, per chi viaggia:
- il safari prenotato con un tour operator si paga in euro o dollari, di solito con un bonifico prima della partenza;
- tutto il resto si paga in scellini o con carta: bar, ristoranti fuori dal pacchetto, taxi, mercati, artigianato, ingressi a musei e siti a Stone Town.
Si può pagare in euro in Tanzania?
No, per gli acquisti di tutti i giorni. L’euro non è mai stato accettato quanto il dollaro, e con le regole del 2025 nessun esercente può incassarlo legalmente. Gli euro si portano per cambiarli. Le banche e gli uffici di cambio (bureau de change) delle città li cambiano senza problemi, anche se in alcuni casi a un tasso leggermente meno favorevole rispetto al dollaro. Fuori dalle città cambiarli diventa difficile.
Un consiglio pratico: non serve passare dai dollari se si parte dall’Italia. Si perde due volte sul cambio, e oggi il dollaro non dà più vantaggi nei pagamenti. Le eccezioni sono le mance alle guide e il visto all’arrivo in aeroporto, per i quali il dollaro resta la valuta più comoda. I dettagli sul visto sono nella nostra guida al visto per Tanzania e Zanzibar.
Dollari: quali banconote vengono accettate
Se si portano dollari, valgono tre regole:
- Anno di stampa: banche e uffici di cambio rifiutano spesso le banconote stampate prima del 2009 per il timore di falsi. L’anno si legge sul fronte, accanto alla firma del Segretario al Tesoro (“Series 2013”, per esempio).
- Condizioni: le banconote devono essere integre, senza strappi, scritte o timbri. Anche una piccola lacerazione basta per farsele rifiutare.
- Taglio: le banconote da 50 e 100 dollari ottengono un cambio migliore. Per le mance servono tagli piccoli, da 1, 5, 10 e 20 dollari.
Cambio euro–scellino: quanto vale lo scellino
Al 9 ottobre 2026 1 euro vale circa 2.950 scellini. Negli ultimi sei mesi il cambio è oscillato tra circa 2.950 e 3.100 scellini per euro. Il cambio si muove abbastanza da meritare un controllo prima della partenza, ma per fare i conti a mente basta dividere per 3.000: 30.000 scellini sono circa 10 €.
| Scellini (TZS) | Euro (circa) | Cosa ci compri, in media |
|---|---|---|
| 1.000 | 0,35 € | Bottiglietta d’acqua al chiosco, chapati |
| 5.000 | 1,70 € | Pasto da strada (riso e fagioli, chipsi mayai) |
| 10.000 | 3,40 € | Corsa breve in tuk-tuk (bajaji), birra locale al bar |
| 30.000 | 10 € | Piatto principale in un ristorante per turisti |
| 100.000 | 34 € | Cena per due in un buon ristorante di Stone Town o Arusha |
Dove cambiare:
- Banche e uffici di cambio autorizzati in città: sono la scelta migliore. Bisogna avere il passaporto con sé e conservare la ricevuta.
- Aeroporti (Kilimanjaro, Dar es Salaam, Zanzibar): sono comodi per cambiare una prima somma all’arrivo, ma il tasso è meno vantaggioso.
- Per strada: da evitare sempre. Il cambio con privati o nei mercati è illegale ed è il modo più classico per ricevere banconote false o un mazzo più leggero del dovuto.
Banconote e monete in circolazione
La serie di banconote in uso è stata introdotta nel 2011 e ristampata negli anni successivi con gli stessi colori e disegni. Nel 2025 la Banca della Tanzania ha ritirato dalla circolazione le vecchie banconote emesse tra il 1985 e il 2003 e la banconota da 500 scellini del 2010. Dal 6 aprile 2025 queste banconote non hanno più corso legale, e il taglio da 500 esiste ormai solo come moneta. Se vi viene dato un resto con banconote di aspetto diverso da quelle descritte qui sotto, rifiutatelo.
| Banconota | Colore | Fronte | Retro |
|---|---|---|---|
| 1.000 TZS | Blu | Julius Nyerere, padre dell’indipendenza | State House (Ikulu) di Dar es Salaam, Bismarck Rock sul lago Vittoria a Mwanza, pianta di caffè |
| 2.000 TZS | Arancio | Leone | Forte arabo di Stone Town (Ngome Kongwe), palme |
| 5.000 TZS | Viola | Rinoceronte nero | Impianto della miniera d’oro di Geita |
| 10.000 TZS | Rosso | Elefante | Sede della Banca della Tanzania a Dar es Salaam |
Tutte le banconote hanno sul fronte lo stemma della Tanzania, una filigrana e un filo di sicurezza visibile in controluce. Le monete in uso sono quelle da 50, 100, 200 e 500 scellini. La moneta da 500, in acciaio nichelato, circola dal 2014.
Gli animali sulle banconote sono quattro dei Big Five: leone, rinoceronte nero ed elefante sulle banconote attuali, e il bufalo sulla vecchia banconota da 500 scellini ritirata nel 2025. Tutti si possono vedere nei parchi nazionali del paese.
Come si scrivono i prezzi: il segno “/=”
In Tanzania (come in Kenya e Uganda) i prezzi si scrivono spesso nella forma shillingi/senti. Il segno “=” o “-” sostituisce lo zero. Questo sistema deriva dalla vecchia notazione britannica.
- “5.000/=” significa 5.000 scellini e zero centesimi.
- “-/50” significa zero scellini e 50 centesimi, una cifra che oggi non si usa più.
Sui menu e negli scontrini si trovano anche le forme “TSh 5,000” e “TZS 5,000”. Come nel mondo anglosassone, la virgola separa le migliaia.
Carte di credito e bancomat
Visa e Mastercard sono accettate in hotel, lodge, ristoranti per turisti, supermercati e negozi delle città principali e di Zanzibar. American Express e Diners sono accettate molto meno spesso. Le carte prepagate dei circuiti Visa e Mastercard di solito funzionano. Molti esercenti aggiungono una commissione del 3–5% sul pagamento con carta: chiedete prima di pagare. In zone rurali, mercati, chioschi e bajaji si paga solo in contanti.
I bancomat delle banche principali (CRDB, NMB, NBC, Stanbic, Absa, Exim) si trovano:
- negli aeroporti internazionali;
- a Dar es Salaam, Arusha, Moshi, Mwanza e Dodoma;
- a Stone Town e nei centri turistici di Zanzibar come Nungwi, Kendwa e Paje. Sulla costa di Zanzibar, però, gli sportelli sono pochi e a volte restano senza contanti.
Per prelevare con meno problemi:
- Distribuiscono scellini e quasi sempre accettano Visa. Mastercard e Maestro non funzionano in tutti gli sportelli.
- Il limite per singolo prelievo è spesso intorno ai 400.000 scellini (circa 135 €), quindi possono servire più operazioni.
- Ogni prelievo costa di solito una commissione locale fissa, oltre a quella della vostra banca. Conviene prelevare cifre alte poche volte piuttosto che cifre basse spesso.
- Usate sportelli all’interno di banche o centri commerciali, di giorno.
- Avvisate la vostra banca prima di partire, per evitare il blocco della carta per sospetta frode.
- Portate due carte su circuiti diversi e tenetele separate.
Mobile money: M-Pesa e i pagamenti con il telefono
In Tanzania gran parte dei pagamenti quotidiani passa dal telefono. I servizi di mobile money (M-Pesa di Vodacom, Airtel Money, Mixx by Yas, la ex Tigo Pesa) permettono di pagare taxi, ristoranti, negozi e perfino venditori ambulanti inquadrando un codice o digitando un numero.
Anche un turista può usarli. Basta acquistare una SIM locale in un negozio ufficiale dell’operatore, con la registrazione del passaporto e delle impronte digitali, e ricaricare il conto in contanti presso un agente. Per un viaggio di una settimana con safari organizzato raramente vale la pena. Per soggiorni lunghi o in autonomia, invece, evita di girare con molti contanti.
Come pagare le tasse dei parchi e il safari
Gli ingressi ai parchi nazionali e all’Area di conservazione del Ngorongoro non si pagano in contanti. Il sistema delle autorità dei parchi è elettronico, con carta o pagamento bancario. Se viaggiate con un tour operator, le tasse dei parchi sono già incluse nel prezzo e le paga l’agenzia al gate: non dovrete pensarci. Quanto incidono sul costo totale del viaggio è spiegato nella nostra guida su quanto costa davvero un safari in Tanzania.
Durante il safari i contanti servono solo per alcune spese:
- mance;
- bevande non incluse;
- souvenir negli spacci lungo la strada;
- eventuali visite facoltative, come un villaggio masai o una passeggiata con una guida locale.
Mance: quanto e in che valuta
Le mance non sono obbligatorie, ma fanno parte della cultura del safari e sono una voce importante del reddito di guide e personale. Si possono dare in scellini o in dollari: entrambe le valute sono ben accette e la mancia non è un pagamento commerciale. Come riferimento per un safari:
- la guida-autista riceve 15–25 dollari al giorno per gruppo;
- il personale del lodge riceve 5–10 dollari al giorno a persona, da lasciare nella cassetta comune;
- nel trekking sul Kilimangiaro, guide, cuochi e portatori seguono tariffe proprie, più alte.
Nei ristoranti si lascia di solito il 5–10%, se il servizio non è già incluso.
Quanti contanti portare e budget giornaliero
Con un safari organizzato, che include alloggi, pasti, veicolo e ingressi, bastano 30–50 € a persona al giorno tra mance, bevande e piccoli acquisti, più una riserva per gli imprevisti. Per chi viaggia in autonomia le cifre cambiano molto in base al tipo di viaggio:
| Stile di viaggio | Spesa indicativa al giorno a persona (esclusi safari e voli) |
|---|---|
| Economico (guesthouse, cibo di strada, dala dala) | 35–50 € |
| Medio (hotel tre stelle, ristoranti per turisti, taxi) | 80–150 € |
| Comfort (resort, ristoranti di livello, transfer privati) | 200 € e oltre |
I 30 € al giorno indicati in molte guide oggi bastano solo a chi dorme nelle sistemazioni più semplici e mangia esclusivamente cibo locale, e non includono nessuna escursione. Per Zanzibar trovate una stima voce per voce nell’articolo su quanto costa una vacanza a Zanzibar. Se avete in programma gite in barca o tour delle spezie, considerate che molte escursioni sull’isola si saldano sul posto.
Qualche regola di buon senso sui contanti:
- Cambiate o prelevate in città prima di partire per il safari o per le zone remote.
- Tenete sempre banconote da 1.000 e 2.000 scellini: chioschi, bajaji e venditori raramente hanno il resto per una banconota da 10.000.
- Dividete i contanti tra marsupio, zaino e cassaforte della camera.
- All’ingresso e all’uscita dal paese, somme superiori a 10.000 dollari, o equivalenti in altre valute, vanno dichiarate in dogana.
Altri consigli sulla prudenza in città sono nella nostra pagina dedicata alla sicurezza in Tanzania.
Storia della moneta tanzaniana
La storia monetaria della Tanzania riflette quella delle sue dominazioni e dei suoi commerci. La moneta è cambiata più volte tra la costa e l’arcipelago, le colonie tedesche e quelle britanniche.
Rupia e riyal: Zanzibar e l’Africa orientale tedesca
A Zanzibar, centro del commercio nell’oceano Indiano, sotto il sultanato dell’Oman circolavano:
- il riyal di Zanzibar;
- la rupia indiana;
- il tallero di Maria Teresa.
Nel 1908 arrivò la rupia di Zanzibar, legata alla rupia indiana, che rimase in uso fino al 1936. Sul continente la Germania introdusse la rupia dell’Africa orientale tedesca, usata fino alla Prima guerra mondiale. Quando il territorio passò sotto amministrazione britannica con il nome di Tanganica, arrivarono la rupia dell’Africa orientale e, per un breve periodo nel 1920–1921, il fiorino dell’Africa orientale.
Lo scellino dell’Africa orientale
Dal 1921 Tanganica, Kenya e Uganda condivisero lo scellino dell’Africa orientale, emesso dall’East African Currency Board. Dal 1936 lo stesso scellino sostituì la rupia anche a Zanzibar. La moneta comune sopravvisse all’indipendenza di Tanganica nel 1961 e all’unione con Zanzibar nel 1964, da cui nacque la Repubblica Unita di Tanzania. Il periodo è raccontato nella nostra sintesi della storia del paese.
Lo scellino tanzaniano dal 1966 a oggi
Il 14 giugno 1966 i tre paesi crearono ciascuno la propria banca centrale e la propria moneta. Lo scellino tanzaniano sostituì quello dell’Africa orientale alla pari. All’inizio la Banca della Tanzania emise banconote da 5, 10, 20 e 100 scellini e monete da 5, 20 e 50 centesimi e da 1 scellino. Negli anni dell’inflazione, tra gli anni Ottanta e Novanta, arrivarono tagli sempre più alti:
- la banconota da 50 scellini nel 1985;
- quella da 200 nel 1986;
- quella da 500 nel 1989;
- quella da 1.000 nel 1990;
- quelle da 5.000 e 10.000 negli anni Novanta.
Le banconote dei tagli più piccoli furono poi sostituite da monete. Ancora oggi la parola shilingi e i nomi swahili dei numeri sono tra le prime cose che un viaggiatore impara. Se volete qualche parola in più per contrattare al mercato, partite dalla nostra introduzione allo swahili per viaggiatori.
Domande frequenti sulla moneta della Tanzania
Qual è la moneta della Tanzania?
La moneta della Tanzania è lo scellino tanzaniano (codice TZS, simbolo TSh), valido sia nella Tanzania continentale sia a Zanzibar. A ottobre 2026 un euro vale circa 2.950 scellini.
In Tanzania si può pagare in euro o in dollari?
Dal maggio 2025 negozi, ristoranti, taxi e servizi locali devono indicare i prezzi e incassare in scellini. Euro e dollari si usano per il cambio, per le mance e per pagare il tour operator, che può ancora fatturare in valuta estera ai turisti internazionali.
Meglio portare euro o dollari in Tanzania?
Dall’Italia conviene portare euro e cambiarli in scellini in banca o in un ufficio di cambio autorizzato. Una piccola scorta di dollari in tagli piccoli, stampati dal 2009 in poi, è utile per le mance e per un eventuale visto all’arrivo.
Quali banconote circolano in Tanzania?
Circolano le banconote da 1.000, 2.000, 5.000 e 10.000 scellini e le monete da 50, 100, 200 e 500 scellini. Le banconote emesse tra il 1985 e il 2003 e quella da 500 scellini del 2010 non hanno più corso legale dall’aprile 2025.
Le carte di credito funzionano in Tanzania?
Sì, Visa e Mastercard sono accettate in hotel, lodge, ristoranti per turisti e supermercati delle città e di Zanzibar, spesso con una commissione del 3–5%. Nei mercati, nei villaggi e sui mezzi locali si paga solo in contanti.
Ci sono bancomat a Zanzibar?
Sì, a Stone Town ce ne sono diversi, mentre sulla costa si trovano soprattutto a Nungwi, Kendwa e Paje. Sono pochi e a volte restano senza contanti, quindi conviene prelevare a Stone Town o in aeroporto prima di raggiungere le spiagge.
Quanti soldi portare per un safari in Tanzania?
Con un safari organizzato che include alloggi, pasti e ingressi ai parchi bastano 30–50 euro a persona al giorno per mance, bevande e piccoli acquisti, più una riserva per gli imprevisti.
Volete partire con le idee chiare anche sul budget? Scriveteci le date e il tipo di viaggio che avete in mente. Vi manderemo un preventivo con tutte le voci già incluse e una stima precisa delle spese da coprire sul posto. Se invece state ancora scegliendo l’itinerario, date un’occhiata ai nostri viaggi in Tanzania, pensati da una squadra che vive ad Arusha.
