Jambiani è un insieme di piccoli villaggi affacciati su circa 6 chilometri di spiaggia, sulla costa sud-orientale di Unguja, l’isola principale dell’arcipelago di Zanzibar. È una delle località più tranquille dell’isola: niente grandi complessi alberghieri, ma pescatori che rientrano in dhow, donne che coltivano alghe e spugne nella laguna e una marea che, due volte al giorno, cambia completamente il paesaggio.

È la meta giusta per chi, dopo un safari in Tanzania, cerca qualche giorno di mare lento e un contatto vero con la vita locale. Meno adatta a chi vuole vita notturna o un mare in cui nuotare a qualsiasi ora: come vedremo, qui comandano le maree.
Le maree: la prima cosa da sapere
A Jambiani, come in tutta la costa orientale di Zanzibar, l’escursione di marea è molto ampia. Con la bassa marea l’oceano si ritira per centinaia di metri e lascia scoperta una distesa di sabbia, pozze e praterie di alghe; con l’alta marea il mare torna fino alla spiaggia. In pratica:
- si nuota bene solo con l’alta marea: con la bassa l’acqua è troppo poco profonda;
- la bassa marea è il momento per camminare sul fondale, osservare stelle marine e piccoli pesci nelle pozze e vedere il lavoro nelle coltivazioni di alghe;
- sul fondale ci sono ricci di mare e coralli taglienti: le scarpette da scoglio sono consigliate;
- gli orari cambiano ogni giorno: conviene chiedere in struttura la tabella delle maree e organizzare la giornata di conseguenza.
Le donne del mare: alghe e spugne

Le coltivazioni di alghe
Con la bassa marea, lungo la laguna si vedono file di paletti e corde a cui sono legate le alghe: insieme alla pesca, la loro coltivazione è una delle principali fonti di reddito del villaggio ed è un lavoro quasi interamente femminile. Le donne raggiungono le coltivazioni a piedi, con il kanga colorato e i secchi, e passano ore in acqua a piantare, pulire e raccogliere. Le alghe vengono poi fatte seccare al sole e in gran parte esportate. A Paje, il villaggio vicino, una cooperativa le trasforma in saponi e cosmetici profumati con le spezie dell’isola, e si può visitare.
La coltivazione di spugne
Negli ultimi anni a Jambiani è nata anche una coltivazione di spugne marine naturali, avviata da un progetto con l’Istituto di scienze marine dell’Università di Zanzibar. Le spugne resistono meglio delle alghe al riscaldamento del mare e garantiscono alle donne coinvolte, molte delle quali sole, un reddito più stabile. Dopo un anno di formazione, ciascuna gestisce una propria piccola coltivazione. Le spugne si possono acquistare direttamente: è un ricordo utile e rende di più a chi le produce rispetto a un souvenir qualsiasi.
Snorkeling sulla barriera in dhow

Al largo di Jambiani corre la barriera corallina, che si raggiunge a bordo dei dhow, le barche a vela tradizionali, insieme ai pescatori del villaggio. Si parte quando la marea lo permette e in pochi minuti si arriva ai punti in cui l’acqua è limpida, tra coralli, pesci tropicali e stelle marine. Non serve essere nuotatori esperti, ma è bene chiedere maschera e giubbotto e verificare che la barca abbia a bordo il necessario per la sicurezza. Le uscite si concordano direttamente sulla spiaggia o tramite la propria struttura, per pochi dollari a persona.
Per chi vuole di più, a Jambiani ci sono centri immersioni per uscite con bombole, e da Kizimkazi, all’estremità meridionale dell’isola, partono le escursioni in barca per avvistare i delfini.
Cosa vedere nei dintorni
Grotte di Kuumbi
Poco nell’entroterra di Jambiani si trovano le grotte di Kuumbi, cavità calcaree considerate sacre dalla comunità locale e importanti anche per l’archeologia dell’isola. Si visitano con una guida o con un tour organizzato.
La foresta di Muyuni e il parco di Jozani
Alle spalle della costa sud-orientale si estende la riserva forestale di Muyuni, un’area di foresta costiera riconosciuta come zona chiave per la biodiversità e oggetto di progetti di tutela con le comunità dei villaggi vicini. Per vedere da vicino il colobo rosso di Zanzibar, la scimmia endemica dell’isola, la meta più affidabile è il Parco nazionale di Jozani-Chwaka Bay, raggiungibile in auto da Jambiani, con passerelle tra le mangrovie e sentieri guidati.
Paje e la costa verso nord
Pochi chilometri a nord c’è Paje, più vivace, nota per il kitesurf e i locali sulla spiaggia. Con la bassa marea si può camminare lungo la costa attraverso Paje, Bwejuu e Dongwe, una delle passeggiate più belle dell’isola.
Informazioni pratiche
- Come arrivare: dall’aeroporto di Zanzibar o da Stone Town si arriva in auto in circa un’ora, con un trasferimento privato o in taxi.
- Quando andare: i periodi migliori sono da giugno a ottobre e da dicembre a febbraio; aprile e maggio sono i mesi più piovosi. Il dettaglio mese per mese è nella guida al periodo migliore per andare a Zanzibar.
- Documenti e assicurazione: per entrare a Zanzibar e nella Tanzania continentale serve, oltre al visto, l’assicurazione sanitaria obbligatoria. Tutti i dettagli li trovi nella guida al visto per Tanzania e Zanzibar.
- Rispetto della comunità: Jambiani è un villaggio a maggioranza musulmana. Fuori dalla spiaggia è gradito un abbigliamento che copra spalle e ginocchia, ed è buona norma chiedere sempre il permesso prima di fotografare le persone, in particolare le donne al lavoro nelle coltivazioni.
Jambiani nei nostri viaggi
Jambiani si abbina bene a un safari nei parchi del nord: dopo i giorni in fuoristrada, la costa sud-est offre il contrasto più netto, con ritmi lenti e spiagge poco affollate. Nei nostri pacchetti Tanzania e Zanzibar, come Savana e oceano (7 giorni di safari e 5 di mare) o Orizzonte blu, possiamo organizzare il soggiorno al mare anche qui. Chi preferisce isole ancora più appartate può guardare a Pemba o Mafia.
Per un preventivo o per qualsiasi domanda, scrivici oppure chiamaci al +39 380 253 1425. L’indirizzo email è info@safariavventura.com.
