Il rinoceronte nero (Diceros bicornis) è uno dei due rinoceronti africani. Si riconosce dal labbro superiore appuntito e prensile, adatto a strappare foglie e rami. Non è estinto: secondo le stime del 2025 ne vivono circa 6.800 in Africa. È in aumento, ma resta classificato “in pericolo critico” dall’IUCN. In Tanzania ce ne sono circa 285, il doppio di dieci anni fa, e il posto migliore per vederli è il cratere del Ngorongoro.
Scheda rapida
- Nome scientifico: Diceros bicornis
- Altezza al garrese: 1,4–1,8 m
- Lunghezza: 3–3,8 m
- Peso: 800–1.400 kg
- Dieta: foglie, rami e germogli di arbusti, cioè è un brucatore
- Durata della vita: 35–40 anni in natura
- Popolazione: circa 6.800 esemplari (2025)
- Stato di conservazione: in pericolo critico
Perché si chiama “nero” se è grigio
Il rinoceronte nero non è nero: la sua pelle è grigia, come quella del rinoceronte bianco, e spesso prende il colore del fango in cui si rotola. Il nome è nato per contrasto con quello del “bianco”. Secondo una teoria molto diffusa, ma mai dimostrata, “bianco” deriverebbe da un fraintendimento del termine olandese o afrikaans wijd, cioè “largo”, riferito alla bocca larga del rinoceronte bianco. Una volta chiamato “bianco” l’uno, l’altro è diventato “nero”.
Caratteristiche fisiche

È un grande mammifero perissodattilo, parente lontano dei cavalli e dei tapiri, con un corpo massiccio e zampe corte e robuste. I maschi possono superare i 1.300 kg. Nonostante la mole, il rinoceronte nero è sorprendentemente agile: cambia direzione in un attimo e in corsa supera i 50 km/h.
- I corni. Come dice il nome scientifico, bicornis, ha due corni. Quello anteriore è il più lungo, in genere tra 40 e 60 cm, con record oltre il metro. Sono fatti di cheratina, la stessa sostanza delle nostre unghie, e ricrescono se tagliati. Servono per difendersi, per combattere tra maschi, per scavare alla ricerca di acqua e sali minerali e per piegare i rami.
- Il labbro. Il labbro superiore è appuntito e prensile, quasi un piccolo dito. Gli serve per afferrare foglie e rametti, anche spinosi. È la caratteristica che lo distingue con certezza dal rinoceronte bianco.
- I sensi. Ha la vista debole, ma un udito e un olfatto finissimi. Le orecchie si muovono in modo indipendente per individuare i suoni.
- La pelle. È spessa fino a 1,5–2 cm sui fianchi ma sensibile alle punture di insetti e al sole. Per questo il rinoceronte fa spesso bagni di fango.
Sul suo dorso si posano spesso le bufaghe, uccelli che si nutrono di zecche e parassiti e che danno l’allarme con i loro richiami quando qualcuno si avvicina. In swahili le chiamano askari wa kifaru, “le guardie del rinoceronte”.
Comportamento, alimentazione e riproduzione
Il rinoceronte nero è soprattutto solitario. Le femmine vivono con l’ultimo piccolo, mentre i maschi difendono territori che marcano con l’urina e con grandi mucchi di sterco usati come “bacheche” olfattive. È attivo soprattutto al mattino presto, al tramonto e di notte. Nelle ore calde riposa all’ombra o si rotola nel fango.
È un brucatore: si nutre di foglie, germogli, rami e frutti di centinaia di specie di arbusti e piccoli alberi, comprese acacie ed euforbie velenose per molti altri animali. Per questo preferisce le savane cespugliose e le boscaglie alle praterie aperte.
La gestazione dura circa 15 mesi e nasce un solo piccolo, che resta con la madre per due o tre anni. Una curiosità: il piccolo del rinoceronte nero cammina dietro la madre, che gli apre la strada nella boscaglia. Quello del rinoceronte bianco, invece, la precede nelle praterie aperte.
Ha fama di essere irascibile. In realtà, vedendo poco, tende a caricare ciò che non riconosce, spesso per poi fermarsi o deviare. Per questo le guide mantengono sempre una distanza di sicurezza.
Differenze tra rinoceronte nero e rinoceronte bianco

| Rinoceronte nero | Rinoceronte bianco | |
|---|---|---|
| Bocca | Labbro appuntito e prensile | Labbro largo, piatto e squadrato |
| Dieta | Foglie e rami (brucatore) | Erba (pascolatore) |
| Testa | Portata alta | Portata bassa, vicina al suolo |
| Peso | 800–1.400 kg | 1.800–2.500 kg |
| Dorso | Incavato, senza gobba | Con una gobba muscolare evidente sul collo |
| Orecchie | Più piccole e arrotondate | Più grandi e appuntite |
| Carattere | Solitario, nervoso | Più socievole e tranquillo, vive in piccoli gruppi |
| Habitat | Boscaglia e savana cespugliosa | Praterie aperte |
| Piccolo | Cammina dietro la madre | Cammina davanti alla madre |
| Popolazione (2025) | Circa 6.800, in crescita | Circa 15.750, in leggero calo |
| In Tanzania | Sì | No (vive soprattutto in Sudafrica) |
Dove vive il rinoceronte nero
Un tempo era diffuso in gran parte dell’Africa a sud del Sahara. Oggi sopravvive in popolazioni frammentate e sorvegliate. La maggior parte vive in Sudafrica, Namibia, Kenya e Zimbabwe, con popolazioni più piccole in Tanzania e in diversi paesi dove è stato reintrodotto, come Botswana, Malawi, Zambia e Ruanda. Esistono tre sottospecie:
- Rinoceronte nero orientale (D. b. michaeli): vive in Kenya e nel nord della Tanzania.
- Rinoceronte nero centro-meridionale (D. b. minor): è la sottospecie più numerosa. Vive in Sudafrica, Zimbabwe e nel sud della Tanzania.
- Rinoceronte nero sud-occidentale (D. b. bicornis): è adattato alle zone aride e vive soprattutto in Namibia.
Altre sottospecie sono scomparse. Il rinoceronte nero occidentale (D. b. longipes), che viveva tra Camerun e Ciad, è stato dichiarato estinto dall’IUCN nel 2011. Quello del nord-est (D. b. brucii) era già scomparso nel Novecento.
Perché è a rischio: la storia di un crollo
Intorno al 1960 i rinoceronti neri erano ancora circa 100.000. Nei trent’anni successivi il bracconaggio li ha quasi cancellati: a metà degli anni Novanta ne restavano meno di 2.500. È uno dei crolli più rapidi mai registrati per un grande mammifero.
La causa principale è la domanda di corno:
- nella medicina tradizionale asiatica, dove gli si attribuiscono proprietà curative che non hanno alcun fondamento scientifico;
- negli anni Settanta e Ottanta, nello Yemen, dove si usava per i manici delle jambiya, i pugnali ricurvi tradizionali;
- più di recente, come status symbol in alcuni mercati asiatici.
A tutto questo si sono aggiunte la perdita e la frammentazione dell’habitat.
La ripresa è il frutto di decenni di sforzi: santuari recintati e sorvegliati giorno e notte, ranger armati, spostamenti di animali per creare nuove popolazioni, monitoraggio individuale di ogni esemplare e, in alcune aree, taglio preventivo del corno. Dal 2012 circa la popolazione cresce in modo costante.
Il rinoceronte nero è estinto?
No. Il rinoceronte nero come specie non è estinto: nel 2025 se ne contavano circa 6.800, in aumento rispetto ai circa 6.200 della stima precedente. Si sono estinte invece alcune sottospecie, come il rinoceronte nero occidentale nel 2011. La confusione nasce spesso da qui, o dal rinoceronte bianco settentrionale, di cui restano solo due femmine in Kenya.
Dove vedere il rinoceronte nero in Tanzania
Negli anni Novanta i rinoceronti neri in Tanzania erano ridotti a poche decine. Secondo l’ultimo censimento nazionale nel 2025 erano circa 285, contro i 142 del 2014. I posti migliori per vederli sono:
- Cratere del Ngorongoro. Il fondo della caldera del Ngorongoro è il posto dove gli avvistamenti sono più probabili, di solito a distanza, nelle radure aperte. Un buon binocolo fa la differenza.
- Serengeti. Nel parco del Serengeti vive una piccola popolazione, protetta nella zona dei kopjes di Moru, nel settore centro-meridionale. Gli avvistamenti sono rari.
- Mkomazi. Ospita un santuario recintato, dove si allevano rinoceronti per ripopolare altre aree.
- Nyerere (Selous). I rinoceronti ci sono, ma sono quasi impossibili da vedere.
Insieme a leone, leopardo, elefante e bufalo, il rinoceronte fa parte dei Big Five, i cinque animali che i cacciatori di un tempo consideravano più pericolosi da affrontare a piedi. Quasi sempre è l’ultimo che si riesce a fotografare durante un safari.
Domande frequenti sul rinoceronte nero
Il rinoceronte nero è estinto?
No. Nel 2025 in Africa vivevano circa 6.800 rinoceronti neri, e la popolazione è in crescita. La specie resta però in pericolo critico. Si è estinta invece la sottospecie occidentale, dichiarata estinta nel 2011.
Quanti rinoceronti neri ci sono al mondo?
Secondo le stime del 2025 ci sono circa 6.800 rinoceronti neri, quasi tutti in Africa meridionale e orientale. Negli anni Novanta erano scesi sotto i 2.500, mentre intorno al 1960 erano circa 100.000.
Qual è la differenza tra rinoceronte nero e bianco?
La differenza principale è la bocca. Il rinoceronte nero ha un labbro appuntito e prensile per mangiare foglie e rami, il bianco un labbro largo e piatto per brucare l’erba. Il bianco è anche più grande, ha una gobba sul collo e porta la testa bassa.
Perché si chiama rinoceronte nero?
Il nome è nato per contrasto con il rinoceronte bianco, non per il colore della pelle, che in entrambi è grigia. Secondo una teoria diffusa ma non dimostrata, “bianco” deriverebbe dal termine olandese wijd, che significa “largo” e si riferisce alla bocca.
Dove si può vedere il rinoceronte nero in Tanzania?
Il posto migliore è il cratere del Ngorongoro, dove gli avvistamenti sono frequenti anche se spesso a distanza. Una piccola popolazione vive nel Serengeti, nella zona di Moru, e un santuario si trova nel parco di Mkomazi.
Quanto pesa un rinoceronte nero?
Un rinoceronte nero adulto pesa tra 800 e 1.400 kg, è alto 1,4–1,8 metri al garrese e lungo 3–3,8 metri. Il rinoceronte bianco è molto più grande e può superare i 2.000 kg.
Vedere un rinoceronte nero libero nel cratere del Ngorongoro è un privilegio che fino a pochi anni fa sembrava destinato a scomparire. Nei nostri itinerari nel nord dedichiamo al cratere una giornata intera, con partenza all’alba. Il Safari Mamba è un buon punto di partenza, oppure potete chiederci un itinerario su misura costruito attorno ai Big Five.
