La Tanzania è pericolosa? Sicurezza e situazione attuale

Data di pubblicazione
17 Novembre 2025

No, la Tanzania non è un paese pericoloso per chi viaggia in modo organizzato: ogni anno ospita centinaia di migliaia di visitatori, e i safari nei parchi nazionali e le vacanze a Zanzibar si svolgono nella stragrande maggioranza dei casi senza alcun problema. Come in ogni paese, però, ci sono rischi concreti da conoscere: furti e rapine nelle città e sulle spiagge turistiche, una situazione politica che dopo le elezioni del 2025 ha visto proteste, poche zone di confine da evitare, la malaria e alcune regole locali da rispettare.

In questa guida li vediamo uno per uno, con i consigli pratici per evitarli. Prima di partire controlla sempre la scheda aggiornata sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.

In breve

  • Safari e parchi: rischio molto basso, se si viaggia con un operatore autorizzato e si seguono le indicazioni della guida.
  • Città e spiagge: il rischio principale sono furti, scippi e rapine, soprattutto a Dar es Salaam, Arusha e Zanzibar.
  • Zone da evitare: la regione di Mtwara e il confine con il Mozambico; massima prudenza anche al confine con il Burundi.
  • Situazione politica: dopo le proteste seguite alle elezioni di ottobre 2025 oggi non si segnalano criticità particolari, ma conviene evitare manifestazioni e assembramenti.
  • Salute: la malaria è il rischio principale; le vaccinazioni si valutano con il medico.
  • Assicurazione: è obbligatoria per entrare sia a Zanzibar sia, dal 1° ottobre 2026, nella Tanzania continentale.

Situazione attuale: cosa è cambiato dopo le elezioni del 2025

Le elezioni generali del 29 ottobre 2025 sono state seguite da proteste in diverse città della Tanzania continentale, con scontri, vittime e quasi una settimana di interruzione di internet. Ci sono stati disagi anche a voli, banche e rifornimenti di carburante. Oggi la Farnesina non segnala criticità particolari per l’ordine pubblico, ma raccomanda cautela: le manifestazioni possono nascere senza preavviso, e i controlli sui cittadini stranieri sono stati intensificati.

Alcune regole di prudenza:

  • stare lontani da manifestazioni, cortei e assembramenti, e allontanarsi subito se ne nascono nelle vicinanze;
  • portare sempre con sé una copia del passaporto e del visto, e collaborare in caso di controlli;
  • non fotografare né filmare proteste e forze dell’ordine, e non diffondere sui social immagini delle manifestazioni: è considerato reato;
  • salvare offline i numeri utili (hotel, operatore, ambasciata), nel caso in cui internet venga limitato;
  • prima di uno spostamento, verificare che aeroporti, porti e strade siano operativi: se viaggi con noi, lo facciamo noi per te.

Criminalità: dove serve più attenzione

Il problema più comune per i turisti è la microcriminalità: borseggi, scippi (spesso da moto o da auto in corsa) e furti negli alloggi. Sono segnalate anche rapine, a volte con armi, soprattutto nei luoghi frequentati da stranieri. A Dar es Salaam si sono verificati casi di “rapimento lampo”: la vittima, di solito dopo aver accettato un passaggio o un taxi non autorizzato, viene costretta a prelevare contanti al bancomat o a fare pagamenti immediati.

Come ridurre i rischi

  • usare solo taxi prenotati dall’hotel o tramite il proprio operatore, mai passaggi offerti da sconosciuti;
  • non camminare da soli di notte, nemmeno sulla spiaggia, e non girare con gioielli, macchine fotografiche costose o molti contanti in vista;
  • portare la borsa dal lato opposto alla strada e tenere chiuse le portiere e i finestrini dell’auto in città;
  • lasciare passaporto e documenti originali nella cassaforte dell’hotel e tenere con sé una copia, anche digitale;
  • non lasciare mai il bicchiere incustodito nei locali;
  • non accettare offerte dai venditori ambulanti in spiaggia (“beach boys”): a volte propongono droga, e il turista rischia l’arresto;
  • in caso di rapina, non opporre resistenza: nessun oggetto vale il rischio.

Durante un safari organizzato questi rischi sono molto più bassi: gli spostamenti avvengono in fuoristrada con la guida, e nei lodge e nei campi dei parchi la sicurezza è curata dal personale.

Zone da evitare

Le aree turistiche, cioè i parchi del nord, il Kilimanjaro, Zanzibar e i principali parchi del sud, non sono interessate da avvertenze particolari. Le attenzioni da avere cambiano però da zona a zona.

Dar es Salaam

Dar es Salaam è la città più grande del paese e quella dove serve più attenzione. Le zone più esposte a scippi e aggressioni sono, per paradosso, i quartieri benestanti frequentati dagli stranieri: Masaki, la penisola di Msasani e Oyster Bay, compresa Coco Beach e il lungomare di Toure Drive. Meglio evitare, quando possibile, il mercato di Kariakoo, molto affollato, e non girare a piedi in centro dopo il tramonto.

La maggior parte dei viaggiatori in safari passa da Dar es Salaam solo per uno scalo: in quel caso basta un transfer organizzato tra aeroporto e hotel. Tutti i dettagli sono nella nostra guida a Dar es Salaam.

Zanzibar e Stone Town

Zanzibar è in generale sicura, ma non è esente da rischi. A Stone Town e sulle spiagge più turistiche, come Nungwi, Kendwa e Paje, sono segnalati furti e qualche rapina, soprattutto la sera e sulle spiagge isolate. Valgono le stesse regole della terraferma: niente passeggiate da soli di notte, niente oggetti di valore in vista, taxi prenotati dall’hotel. Tre cose sono specifiche dell’isola:

  • è a maggioranza musulmana: fuori dalle spiagge e dai resort, e soprattutto a Stone Town, servono abiti che coprano spalle e ginocchia;
  • tra il partito di governo e l’opposizione c’è una contrapposizione storica: in caso di manifestazioni politiche, meglio tenersi alla larga;
  • all’ingresso è obbligatoria un’assicurazione locale da 44 dollari (ne parliamo nella sezione Salute).
    Per visitarla con calma leggi anche la nostra guida a Stone Town.

Parchi del nord, Kilimanjaro e parchi del sud

Serengeti, Ngorongoro, Tarangire, il lago Manyara, il Kilimanjaro e i parchi del sud come Ruaha e Nyerere sono le zone più tranquille del paese: si visitano con guide autorizzate, e i rischi sono quelli legati agli animali e alla strada, di cui parliamo più avanti. Ad Arusha, la città da cui partono i safari del nord, valgono invece le normali precauzioni contro la microcriminalità.

Confini con il Mozambico e il Burundi

La Farnesina sconsiglia i viaggi non essenziali nella regione di Mtwara e nelle zone di confine con il Mozambico, di fronte alla provincia di Cabo Delgado, per il rischio di attacchi di gruppi armati jihadisti: nel 2020 un attacco ha colpito anche un villaggio tanzaniano. Massima prudenza anche al confine con il Burundi, dove sono segnalate bande armate. Sono zone lontane da tutti i normali itinerari turistici.

Nel resto del paese il rischio di attentati è considerato basso ma, come in molti altri paesi, non escludibile.

Leggi e usanze da conoscere

  • Sacchetti di plastica: dal 1° giugno 2019 in Tanzania sono vietati produzione, uso e importazione dei sacchetti di plastica, con multe che possono essere salate. I viaggiatori possono doverli consegnare all’arrivo. Sono ammesse le bustine trasparenti per i liquidi dei controlli aeroportuali: meglio sistemare tutto in borse di tela o nello zaino.
  • Droni: per far volare un drone servono permessi delle autorità tanzaniane, e nei parchi nazionali l’uso è di norma vietato. Senza permesso, lascialo a casa.
  • Abbigliamento a Zanzibar: fuori da spiagge e resort servono abiti che coprano spalle e ginocchia, soprattutto a Stone Town.
  • Fotografie: è vietato fotografare edifici governativi e militari, aeroporti, ponti e forze dell’ordine. Prima di fotografare le persone, in particolare le comunità masai, è buona norma chiedere il permesso.
  • Droghe: il traffico di qualsiasi droga, anche leggera, è punito molto duramente, e i controlli in hotel e negli aeroporti sono frequenti.
  • Lavoro e volontariato: con il visto turistico è vietata qualsiasi attività lavorativa, anche volontaria. Arresti e multe non sono rari.
  • Omosessualità: i rapporti tra persone dello stesso sesso sono reato in Tanzania, compresa Zanzibar, con pene molto pesanti. Si raccomanda un comportamento molto riservato.
  • Ramadan: durante il mese di digiuno, a Zanzibar e sulla costa è rispettoso non mangiare, bere o fumare in pubblico fuori da hotel e ristoranti.

Salute: malaria, acqua e assicurazione

Il rischio sanitario principale è la malaria, presente tutto l’anno sotto i 1.800 metri di quota circa, compresi i parchi del nord e Zanzibar. Non esiste un farmaco che si possa sostituire alla prevenzione: la profilassi antimalarica va decisa con il medico, insieme alle misure contro le punture di zanzara (repellente, abiti lunghi la sera, zanzariera). Le zanzare trasmettono anche la dengue, per cui l’unica difesa è evitare le punture.

Per entrare in Tanzania dall’Italia non sono richiesti vaccini obbligatori; quello contro la febbre gialla serve solo se si arriva da un paese a rischio o vi si fa uno scalo di almeno 12 ore. Tutti i dettagli, con le vaccinazioni consigliate, sono nella nostra guida alle vaccinazioni per Tanzania e Zanzibar.

Altri accorgimenti utili:

  • bere solo acqua in bottiglia sigillata e preferire cibi cotti;
  • non fare il bagno in laghi, fiumi e corsi d’acqua dolce: in molte zone è presente la schistosomiasi, un’infezione parassitaria che si contrae a contatto con l’acqua;
  • fuori dalle grandi città le strutture sanitarie sono limitate: è indispensabile un’assicurazione con spese mediche ed evacuazione. Nei nostri viaggi è inclusa la copertura AMREF Flying Doctors per l’evacuazione sanitaria aerea durante il safari;
  • chi sale sul Kilimanjaro deve considerare il mal di montagna e scegliere un itinerario con giorni sufficienti per l’acclimatamento.

Fuori dalle grandi città le strutture sanitarie sono limitate. Per entrare nel paese è obbligatoria un’assicurazione locale: dal 1° ottobre 2024 a Zanzibar (Zanzibar Insurance Corporation) e dal 1° ottobre 2026 nella Tanzania continentale (National Insurance Corporation). Costa 44 dollari a persona e vale fino a 92 giorni, ma copre solo le emergenze: resta indispensabile un’assicurazione privata con spese mediche ed evacuazione. Nei nostri viaggi è inclusa la copertura AMREF Flying Doctors per l’evacuazione sanitaria aerea durante il safari.

Animali selvatici: le regole del safari

Gli incidenti con gli animali durante i safari organizzati sono molto rari, perché le regole sono chiare e le guide le conoscono bene:

  • restare sempre all’interno del fuoristrada durante gli avvistamenti, scendendo solo nelle aree autorizzate;
  • non sporgersi, non fare rumore e non dare mai cibo agli animali;
  • nei campi tendati e nei lodge senza recinzione, di notte farsi accompagnare dal personale per gli spostamenti;
  • non avvicinarsi agli ippopotami e ai coccodrilli lungo le rive di fiumi e laghi;
  • seguire sempre le indicazioni della guida e dei ranger.

Il vero fastidio del safari, più dei grandi animali, sono le zanzare e la mosca tse-tse. La tse-tse è attratta dai colori scuri, in particolare blu e nero: conviene vestirsi con colori neutri come beige, kaki e verde.

Strade e trasporti

Gli incidenti stradali sono uno dei rischi più sottovalutati. Gli autobus locali, i minibus (daladala) e le moto-taxi (boda boda) hanno un pessimo record di sicurezza, e guidare fuori dalle città di notte è sconsigliato. Durante un safari ci si sposta con un fuoristrada e un autista-guida professionista, che è anche la soluzione più sicura. Per raggiungere Zanzibar conviene usare il volo o i traghetti veloci delle compagnie principali, evitando imbarcazioni sovraccariche.

Domande frequenti

È sicuro fare un safari in Tanzania?

Sì. Nei parchi nazionali, con un operatore autorizzato e una guida esperta, il rischio per i viaggiatori è molto basso. È importante scegliere operatori con licenza, restare nel veicolo durante gli avvistamenti e seguire sempre le indicazioni della guida.

Zanzibar è sicura?

In generale sì, ma a Stone Town e sulle spiagge più turistiche sono segnalati furti e rapine, soprattutto la sera. Conviene non camminare da soli di notte, non lasciare oggetti incustoditi e rispettare le regole di abbigliamento fuori dalle spiagge.

Ci sono zone della Tanzania da evitare?

Le autorità sconsigliano di avvicinarsi al confine con la provincia mozambicana di Cabo Delgado, nel sud-est del paese. Le aree turistiche, cioè i parchi del nord, il Kilimanjaro, Zanzibar e i principali parchi del sud, non sono interessate da queste avvertenze.

Una donna può viaggiare da sola in Tanzania?

Sì, con alcune attenzioni in più: sono segnalati casi di molestie verso donne sole. Conviene vestirsi in modo sobrio fuori dalle spiagge, evitare di girare da sole la sera e affidarsi a un operatore per spostamenti ed escursioni.

Hai altre domande sulla sicurezza del tuo viaggio? Scrivici: viviamo e lavoriamo in Tanzania e ti diamo indicazioni aggiornate sulla situazione. Se stai pensando anche al mare, guarda i nostri pacchetti Tanzania e Zanzibar.

Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari AvventuraGianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari.Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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