Dar es Salaam in Tanzania: storia, geografia, società, trasporti e rischi

Data di pubblicazione
18 Agosto 2025

Quando si parla della Tanzania e si pensa ad essa come meta turistica, non si fa quasi mai riferimento a Dar es Salaam, considerata ad oggi la sua città più grande e ricca: forse perché, essendo una città prevalentemente commerciale, si pensa che abbia poco da offrire dal punto di vista turistico rispetto a Dodoma e ad altre zone di questo paese africano.

Tuttavia, Dar es Salaam è una città che merita molto e ha un grande potenziale, sia dal punto di vista storico ed economico che da quello culturale e sociale: basti pensare che in questa città si possono visitare diversi musei ed edifici di grande importanza storica, come il Museo Nazionale e la Casa della Cultura, e diverse località balneari come l’isola di Bongoyo (che è anche una riserva turistica).

Diamo un’occhiata alla sua storia, alla sua posizione geografica, ai quartieri e alle zone più interessanti (non solo dal punto di vista turistico, ma anche economico) e a ciò che devi tenere presente per evitare rischi o pericoli.

Dar es Salaam è pericolosa?

Chi decide di intraprendere un viaggio così lungo verso una meta turistica come la Tanzania vorrà certamente sapere se il luogo che sta per visitare è sicuro o pericoloso, sotto diversi punti di vista: infatti, soprattutto quando si va in vacanza, è del tutto normale volersi assicurare un sonno sereno e tranquillo, e non stressarsi troppo sui pericoli che si potrebbero incontrare.

I pericoli maggiori, quelli che temiamo di più, possono infatti essere due: uno riguarda il rischio sismico (a nessuno piace pensare di andare in vacanza in un luogo dove potrebbe verificarsi un terremoto) e l’altro riguarda la criminalità.

Partendo dal primo pericolo, possiamo dire che Dar es Salaam fa parte di uno stato considerato zona sismica attiva, il che significa che il rischio di terremoti è presente, anche se relativamente limitato (e comunque imprevedibile); inoltre, nei mesi da novembre a maggio, si verificano forti piogge e cicloni, che possono portare a inondazioni e frane (e, di conseguenza, anche a danni alle infrastrutture). È sempre bene tenere d’occhio le previsioni del tempo e le istruzioni emanate dalle autorità locali.

Per quanto riguarda la criminalità, è vero che alcune zone della Tanzania (e in particolare alcune aree di Dar Es Salaam, come le zone di Masaki, della penisola di Msasani e di Oysterbay) sono più esposte a scippi e rapine, ma basta essere più attenti e controllati, evitando alcune situazioni che potrebbero metterti in pericolo: Ad esempio, è consigliabile non portare con sé troppi contanti, non viaggiare da soli o soggiornare in luoghi isolati, soprattutto di notte, ed evitare di farsi accompagnare da sconosciuti (preferisci sempre i taxi ufficiali per i tuoi spostamenti).

Vedi anche il Guida alla sicurezza in Tanzania.

La storia di Dar es Salaam

Originariamente conosciuta come Mzizima, nome che fu cambiato ufficialmente nel 1866, Dar es Salaam è la città più grande e più importante della Tanzania, sia dal punto di vista commerciale ed economico, sia per quanto riguarda le funzioni amministrative del paese, che vengono svolte ancora oggi.

Un tempo capitale della Tanzania, è stata sostituita nel 1996 da Dodoma, un progetto iniziato nel 1973 ma completato circa vent’anni dopo (anche se, come detto, la città continua a essere sede di molte funzioni amministrative).

Essendo stata una città coloniale (ci sono tracce di coloni provenienti da una regione della Somalia, Brava, che vivevano principalmente di agricoltura e pesca), conserva ancora molte caratteristiche e aspetti estetici). Non era sotto il dominio portoghese, ma fu controllata dalla Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. Conferenza di Berlino del 1885: fu in questo periodo che divenne capitale (nel 1891), soprattutto grazie alla sua particolare posizione strategica e al fatto di avere un grande porto favorevole allo sviluppo industriale). Successivamente, fu controllata anche dall’amministrazione britannica (quando l’Africa Orientale Tedesca fu conquistata dal Regno Unito), continuando a mantenere il suo ruolo commerciale e amministrativo chiave fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando la sua crescita divenne ancora più significativa fino al 1973, quando iniziarono i piani per spostare il ruolo di capitale a Dodoma.

Geografia di Dar es Salaam

Situata al centro della costa orientale della Tanzania, di fronte alla striscia di mare che collega Zanzibar all’isola di Mafia, Dar Es Salaam si affaccia sulle calde acque dell’Oceano Indiano ed è caratterizzata principalmente da un clima tropicale, caldo e umido per gran parte dell’anno. Come nel resto della Tanzania, ci sono due stagioni delle piogge: la lunga stagione delle piogge, che si svolge tra aprile e maggio, e la breve stagione delle piogge, che si svolge tra ottobre e novembre.

L’economia

Abbiamo già detto che Dar es Salaam è il centro commerciale più importante della Tanzania. Ciò è dovuto principalmente a due fattori: il primo è il suo livello di industrializzazione, piuttosto elevato rispetto al resto del paese; il secondo è dovuto al fatto che il suo porto è stato molto importante durante le varie amministrazioni coloniali e lo è tuttora, poiché viene utilizzato per il transito di merci provenienti sia dall’entroterra tanzaniano che da altre regioni.

Quartieri e aree

Questa città non è molto diversa da altre parti dell’Africa per quanto riguarda le grandi contraddizioni che la abitano: ci sono quartieri molto ben organizzati, anche dal punto di vista economico e commerciale, accanto ai quali si trovano spesso zone molto povere e disorganizzate della città. Nonostante ciò, i contrasti e le contraddizioni sono meno pronunciati rispetto ad altre città come Nairobi, dove i quartieri poveri sono molto simili a baraccopoli.

Tuttavia, come abbiamo detto, alcune zone della città sono più inclini alla criminalità, quindi bisogna fare molta attenzione.

Società e cultura

La popolazione raggiungerà i 5.401.814 abitanti nel 2020, con un tasso di crescita annuale del 4,3%, dovuto sia all’immigrazione, che qui è molto elevata, sia all’alto tasso di natalità.

Trattandosi della città con il più alto livello di sviluppo a vari livelli (culturale, sociale, economico, amministrativo), le condizioni in cui vivono le persone non sono bassissime, anzi: il livello di povertà (anche nelle aree meno ricche) è significativamente più basso, così come il livello di alfabetizzazione e il tasso di occupazione. Tutti questi aspetti contribuiscono a rendere questa città una delle migliori della Tanzania.

Tuttavia, questo non significa che sia priva di aspetti negativi: la povertà è sempre presente, soprattutto perché, sebbene il livello di occupazione sia elevato, è comunque difficile mantenere un buon tenore di vita perché i salari non sono sufficienti e, inoltre, gli immigrati hanno difficoltà a trovare un lavoro dignitoso. Inoltre, la città è spesso soggetta a interruzioni dell’acqua e dell’elettricità e i trasporti non sono adeguati alle esigenze e alle richieste della popolazione.

Turismo

Interessante come punto di transito per chi effettua safari in Tanzania o a Zanzibar, la città ha un buon richiamo turistico, non solo per la sua vicinanza ai parchi Saadani, Mikumi, Udzungwa, Ruaha e Selous, ma anche per la presenza di monumenti e musei di interesse storico. Tra questi, il Museo Nazionale, che espone reperti archeologici provenienti dai famosi scavi di Olduvai, l’Old Boma, la Cattedrale Metropolitana di San Giuseppe (la chiesa principale di Dar) e la Chiesa Luterana di Azania Front.

Il centro di addestramento per topi giganti per il rilevamento delle mine, noto come Apopo, è aperto ai turisti e può essere visitato.

Ci sono molti mercati di artigianato locale, come quelli in cui si possono trovare oggetti in ebano, e la cultura culinaria locale è caratteristica, che può essere gustata in diversi mercati rionali così come nei ristoranti locali dove si possono assaggiare vere e proprie prelibatezze come un particolare tipo di arrosto chiamato nyama choma, mishkaki, una variante del kebab.

Infrastrutture e trasporti

Sebbene il numero e la varietà dei servizi di trasporto non siano ancora sufficienti a soddisfare tutte le esigenze dei residenti, la città è comunque ben servita, sia in termini di linee ferroviarie che di autobus che la collegano ad altri centri vicini.

Sebbene esistano numerosi taxi privati, questi sono anche particolarmente costosi, e questo è uno dei motivi per cui le persone preferiscono un altro tipo di trasporto pubblico che collega i diversi quartieri della città e consiste in una sorta di taxi collettivo su un furgone chiamato daladala.


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Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari Avventura Gianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari. Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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