Alfabeto swahili

Data di pubblicazione
02 Gennaio 2024

Lo swahili (in swahili Kiswahili) si scrive con l’alfabeto latino. Le lettere sono 24 se si conta come una sola il gruppo ch. Mancano la Q e la X, e la C compare solo nel gruppo ch. Per un italiano la buona notizia è che si legge quasi tutto come si scrive: le cinque vocali suonano come le nostre e l’accento cade quasi sempre sulla penultima sillaba. La difficoltà non è leggere lo swahili, ma la grammatica, costruita su prefissi e classi di nomi.

Le lettere dell’alfabeto swahili e come si pronunciano

Nella tabella ci sono le lettere singole. Per ognuna sono indicati il suono più vicino in italiano e una parola che potreste sentire in viaggio.

Lettera Pronuncia Esempio
A a di “casa” asante, grazie
B b di “barca” bahari, mare
CH c di “ciao” chai, tè
D d di “dado” duka, negozio
E e di “bene” embe, mango
F f di “faro” fisi, iena
G sempre dura, come in “gatto”, anche davanti a e e i gari, automobile
H aspirata, come nell’inglese “house” habari, notizie (si usa per salutare)
I i di “vino” simba, leone
J g di “gelato” jambo, ciao
K c di “cane” kahawa, caffè
L l di “luna” lala salama, dormi bene
M m di “mare”. Davanti a consonante forma una sillaba da sola mtoto, bambino (m-to-to)
N n di “nave”. Anche la N davanti a consonante può formare sillaba nne, quattro (n-ne)
O o di “sole” moto, fuoco
P p di “pane” pole pole, piano piano
R r vibrata, come in italiano rafiki, amico
S sempre sorda, come in “sole”, anche tra due vocali safari, viaggio
T t di “tavolo” tembo, elefante
U u di “luna” usiku, notte
V v di “vela” viatu, scarpe
W u breve, come in “uomo” watu, persone
Y i breve, come in “ieri” yai, uovo
Z s sonora, come la s di “rosa” nella pronuncia del Nord Italia. Mai come la z di “pizza” Zanzibar, ziwa (lago)

I gruppi di lettere: dove gli italiani sbagliano

Lo swahili scrive alcuni suoni con due lettere. Alcuni di questi gruppi sono uguali a quelli italiani, altri traggono in inganno.

Gruppo Come si pronuncia Esempio
NY gn di “gnomo” nyama, carne
SH sc di “scena” shamba, campo coltivato
NG’ n nasale dell’inglese “sing”, senza la g finale (l’apostrofo è obbligatorio) ng’ombe, mucca
NG n + g dura, come in “fango” ngoma, tamburo
DH th dell’inglese “this”. Si trova in parole di origine araba dhahabu, oro
TH th dell’inglese “think” thelathini, trenta
GH suono gutturale, simile alla r francese ghali, caro (di prezzo)
KH simile alla j spagnola. È raro e molti parlanti lo pronunciano come una semplice h khanga, scritto spesso kanga

Ci sono due differenze che cambiano il senso delle parole. La prima è quella tra ng’ e ng: ng’ombe (mucca) e ngoma (tamburo) iniziano con due suoni diversi. La seconda riguarda la S, che resta sempre sorda: sasa (adesso) si legge con due s di “sole”, mai “saza”. Le consonanti doppie, invece, non esistono: safari si legge con una sola F.

L’accento: la regola della penultima sillaba

In swahili l’accento cade sulla penultima sillaba, come in molte parole italiane:

  • ra-FI-ki
  • ha-BA-ri
  • Ki-swa-HI-li

Il caso che spiazza i principianti riguarda le parole con M o N sillabica iniziale. In mtu (persona) la M forma una sillaba da sola, quindi la parola ha due sillabe, m-tu, e l’accento cade sulla M. È quello che le grammatiche intendono quando parlano di “accento su una consonante”. Fanno eccezione alcuni prestiti dall’arabo, come lazima (bisogna), che molti parlanti accentano sulla prima sillaba.

Le vocali vicine si pronunciano tutte, senza formare dittonghi all’italiana:

  • chai si legge cha-i;
  • kiatu (scarpa) si legge ki-a-tu.

Contare in swahili: i numeri da 1 a 10

I numeri sono un buon esercizio per applicare tutte queste regole, e in viaggio servono ogni giorno, dal mercato al dala dala.

Numero Swahili Si legge
1 moja MO-gia
2 mbili m-BI-li
3 tatu TA-tu
4 nne N-ne
5 tano TA-no
6 sita SI-ta
7 saba SA-ba
8 nane NA-ne
9 tisa TI-sa
10 kumi KU-mi

Da sei in su, alcuni numeri vengono dall’arabo: sita, saba e tisa hanno la stessa origine dei numeri arabi.

Dall’alfabeto arabo a quello latino: come si è scritto lo swahili

Il nome deriva dall’arabo sawāḥil, “le coste”. Così i mercanti arabi chiamavano il litorale dell’Africa orientale, dove già nei primi secoli dopo Cristo arrivavano navi dall’Arabia, dalla Persia e dall’India. Da quegli scambi, su una base di lingue bantu locali, si formò nel corso del primo millennio la lingua della costa.

Per secoli lo swahili si è scritto con caratteri arabi, adattati ai suoni bantu. Questa scrittura si chiama ajami. I manoscritti più antichi giunti fino a noi sono poemi epici e religiosi del XVIII secolo, come l’Utendi wa Tambuka, del 1728. L’alfabeto latino arrivò nell’Ottocento con i missionari europei, che lo usarono per grammatiche, dizionari e traduzioni della Bibbia. Tra i primi ci fu il tedesco Johann Ludwig Krapf, attivo a Mombasa dagli anni Quaranta di quel secolo. Le amministrazioni coloniali, prima tedesca e poi britannica, lo resero di uso comune.

Nel 1930 un comitato linguistico interterritoriale fissò lo swahili standard. Scelse come base il kiunguja, il dialetto di Zanzibar città, ed è per questo che la pronuncia di riferimento è ancora oggi quella dell’isola. Il resto della storia, cioè diffusione, dialetti e il ruolo dello swahili nella costruzione della Tanzania indipendente, è nella nostra guida alla lingua swahili e alle frasi utili in viaggio.

Le parole prese in prestito

Il lessico swahili racconta i contatti della costa con altri popoli. La quota più importante viene dall’arabo, stimata in genere tra un quinto e un terzo del vocabolario. Ci sono poi parole persiane, indiane, portoghesi, tedesche e soprattutto inglesi.

Origine Parola swahili Significato
Arabo kitabu, saa, dunia libro, ora/orologio, mondo
Persiano chai, bandari tè, porto
Portoghese meza, gereza tavolo, prigione (da igreja, chiesa)
Tedesco shule scuola
Inglese baiskeli, hospitali, kompyuta bicicletta, ospedale, computer

I prestiti vengono adattati alla struttura sillabica dello swahili, in cui ogni sillaba termina con una vocale. Per questo dall’inglese “bicycle” nasce baiskeli.

Grammatica: perché lo swahili sembra facile e poi non lo è

Lo swahili non ha articoli e non ha il genere maschile e femminile: “lui” e “lei” sono la stessa parola, yeye. I verbi sono regolarissimi. Al posto del genere, però, ci sono le classi nominali, il tratto tipico delle lingue bantu, ed è qui che si concentra lo studio.

Le classi nominali

Ogni nome appartiene a una classe, riconoscibile dal prefisso. Ogni classe ha un prefisso per il singolare e uno per il plurale, e quel prefisso si ripete su aggettivi, verbi e dimostrativi che si riferiscono al nome. Le grammatiche scientifiche contano 15–18 classi. I manuali per italiani le raggruppano di solito in 8 o 9 coppie singolare/plurale, il che spiega perché si leggono numeri diversi.

Classe (coppia) Singolare Plurale Cosa contiene
M- / WA- mtu, persona watu, persone Esseri umani
M- / MI- mti, albero miti, alberi Piante, alcuni oggetti
KI- / VI- kitabu, libro vitabu, libri Oggetti, lingue (Kiswahili, Kiitaliano)
JI- / MA- jicho, occhio macho, occhi Parti del corpo, frutti, cose grandi
N- / N- ndizi, banana ndizi, banane Molti animali e prestiti stranieri
U- / N- ufunguo, chiave funguo, chiavi Oggetti lunghi, concetti astratti

L’accordo funziona come una catena:

  • Kitabu kizuri kimoja: un bel libro.
  • Vitabu vizuri vitatu: tre bei libri.

Cambia il prefisso del nome e cambiano di conseguenza tutti gli altri. Per questo la strategia più efficace è memorizzare ogni nome insieme al suo plurale fin dall’inizio.

Il verbo: una parola costruita a mattoncini

Il verbo swahili si costruisce unendo dei pezzi:

  1. il prefisso del soggetto;
  2. il segno del tempo;
  3. eventualmente l’oggetto;
  4. la radice del verbo.

Con la radice -soma (leggere, studiare):

  • ni-na-soma: io leggo;
  • ni-li-soma: io ho letto;
  • ni-ta-soma: io leggerò;
  • ni-me-soma: ho (appena) letto;
  • tu-ta-ki-soma: lo leggeremo (riferito a un nome della classe KI).

I prefissi dei soggetti sono ni- (io), u- (tu), a- (lui/lei), tu- (noi), m- (voi) e wa- (loro). Una volta imparato lo schema, si possono coniugare centinaia di verbi senza eccezioni. Per un italiano, abituato a decine di verbi irregolari, è un sollievo.

Quanto tempo serve per impararlo

Per leggere ad alta voce in modo comprensibile bastano poche ore: le regole sono quelle di questa pagina. Per salutare, contare, ordinare e contrattare servono alcune settimane di esercizio con un’app o un corso. Per conversare davvero bisogna dominare classi e accordi, e ci vogliono mesi di studio costante. Se lo scopo è un safari, la prima fase è più che sufficiente, e sarà ripagata dai sorrisi delle persone che incontrerete. Molte parole poi le imparerete sul posto: simba, tembo e twiga (giraffa) le ripeterete ogni giorno nei parchi della Tanzania.

Domande frequenti sull’alfabeto swahili

Che alfabeto usa lo swahili?

Oggi lo swahili usa l’alfabeto latino, introdotto dai missionari europei nell’Ottocento. In precedenza, e per diversi secoli, si scriveva con caratteri arabi adattati, una scrittura chiamata ajami.

Quante lettere ha l’alfabeto swahili?

L’alfabeto swahili ha 24 lettere se si conta il gruppo ch come una lettera unica. Non usa la Q e la X, e la C compare solo nel gruppo ch.

Come si pronuncia lo swahili?

Lo swahili si legge quasi sempre come si scrive: le vocali suonano come in italiano e l’accento cade sulla penultima sillaba. Le differenze principali sono la J, che si legge come la g di gelato, la Z, che è una s sonora, e la G, che è sempre dura.

Cosa significa la parola swahili?

La parola swahili deriva dall’arabo sawāḥil, che significa “le coste”. Indicava il litorale dell’Africa orientale e le popolazioni che lo abitavano, nate dall’incontro tra culture bantu e mercanti arabi, persiani e indiani.

Lo swahili è difficile da imparare per un italiano?

La pronuncia è facile per un italiano e i verbi sono molto regolari. La parte più impegnativa è il sistema delle classi nominali, che obbliga ad accordare aggettivi e verbi al prefisso di ogni nome.

Cosa sono le classi nominali dello swahili?

Sono gruppi di nomi riconoscibili da un prefisso, come m-/wa- per le persone o ki-/vi- per molti oggetti. Il prefisso cambia dal singolare al plurale e si ripete su aggettivi e verbi collegati al nome.

Mettere alla prova la vostra pronuncia con chi lo swahili lo parla da sempre? Le nostre guide di Arusha saranno felici di correggervi lungo le piste, tra un avvistamento e l’altro. Se volete organizzare il viaggio, scriveteci, o se preferite cominciare a scegliere, guardate le proposte di safari in Tanzania. Karibu!

Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari Avventura Gianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari. Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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